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FINANZA/ 1. Grecia, un nuovo vaso di Pandora che fa felici solo Germania e Usa

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Tutti continuiamo a usare come riferimento il parametro debito/Pil, mentre bisognerebbe misurare il debito di un Paese rispetto al patrimonio che ha, cioè alla ricchezza privata. Non facendolo stiamo dando adito ai mercati ad attaccare ingiustamente determinati paesi, come l’Italia. Questo scenario non fa così male alla Germania come agli altri, perché Berlino è in grado di drenare le risorse che “fuggono” dai paesi in difficoltà. L’Europa non sembra purtroppo in condizioni di presentare una proposta di revisione dei parametri di sostenibilità del debito che porterebbero a uno scenario diverso. Per fare un esempio, il rapporto sulle finanze pubbliche nell’Unione monetaria europea pubblicato dalla Commissione Ue nel 2011, dice che Italia ed Estonia hanno l’indice più alto di sostenibilità del debito a lungo termine.

 

Purtroppo i dati che arrivano sul nostro Paese sono di tutt’altro segno, come quelli diffusi ieri sull’andamento del Pil nel primo trimestre dell’anno.

 

L’Italia sta decrescendo perché ha messo in atto una politica in ossequio al rispetto dei parametri fiscali, decisi soprattutto dalla Germania in ambito europeo, che va al di là delle nostre esigenze. È chiaro che Monti, come prima stava facendo Tremonti, deve rispettare tali parametri. È altresì evidente che certe riforme dobbiamo farle, ma coi nostri ritmi, non con quelli dettati da questa visione rigorista che a Berlino fa anche comodo. Finché ha paesi attorno che continuano a fallire il raggiungimento degli obiettivi, ci saranno capitali in fuga che finiscono in Germania.

 

Sembriamo stretti tra due fuochi: i mercati che leggono parametri “inadeguati” e la Germania che persegue i suoi interessi a danno degli altri paesi europei. Come se ne esce?

 

Intendiamoci, sui mercati le operazioni sono in gran parte telematiche e “automatiche”: le informazioni che arrivano vengono lette in base a una serie di indicatori e parametri prefissati. Se l’Europa facesse “squadra”, potrebbe fare un gran battage sulla propria reale situazione finanziaria pubblica e privata, andando oltre il parametro debito/Pil che sembra essere così decisivo. Ci sarebbe una grande convergenza di interessi, specie di Francia, Germania e Italia, che avrebbero i conti messi meglio di altri paesi, Usa in testa. L’Europa dovrebbe farlo sapere, ma alla Germania non conviene: dovrebbe rinunciare a troppi vantaggi derivanti dalla situazione attuale. Va detto che c’è anche una certa abilità di chi sta fuori dall’Europa.

 

In che senso?


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