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ISEE/ L'esperto: bene la riforma, ma attenzione al ceto medio

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Secondo Pesenti, è invece da notare che all’interno della bozza del decreto non sono presenti correzioni riguardo al calcolo sulla cosiddetta “scala di equivalenza”, «vale a dire quel divisore che tiene conto del numero di persone che compongono il nucleo familiare. Attualmente il calcolo Isee penalizza in particolare le famiglie con più figli, quindi da più fronti si è sostenuta la necessità di ritoccare l’Isee proprio per aumentare le agevolazioni all'aumentare della numerosità del nucleo famigliare».

Con il professor Pesenti parliamo anche dei diversi benefici che si possono ottenere in base al reddito Isee presentato, nel caso in cui sia maggiore o minore a 15 mila euro: «Oggi l'accesso ai servizi, ai trasferimenti e alle agevolazioni tariffarie è in genere governato da un sistema di scaglioni di reddito Isee: si tratta di una rigidità che può azzerare i benefici per pochi centesimi di differenza. Le esperienze più innovative, penso ad esempio a quelle di Trento e Parma, utilizzano invece algoritmi matematici che permettono di rappresentare una dimensione continua nella determinazione delle agevolazioni, in grado di collocare le condizioni familiari diverse, in un rapporto di proporzionalità con il costo dei servizi posto a loro carico. Così si evitano salti bruschi che generano inevitabili ingiustizie».

Nell’applicazione di tutte queste nuove regole, conclude Pesenti, bisognerà però prestare molta attenzione a non colpire ancora una volta il ceto medio: «La mia preoccupazione è che queste modifiche, considerando anche l’evasione fiscale esistente nel nostro Paese, vadano a toccare non solo i cosiddetti “ricchi”, il che mi sembra giusto, ma anche il ceto medio, che invece non è nelle condizioni di poter subire ulteriori aggravi. Molte famiglie non sarebbero in grado di sostenere le spese per un loro caro non autosufficiente, che si trovi in casa o in una struttura residenziale, quindi credo che questo sia il punto più delicato da affrontare. E’ giusto creare equità e ridistribuire le ricchezze alle fasce meno abbienti, ma non può essere il ceto medio ad essere colpito ancora una volta».

 

(Claudio Perlini)

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