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OBAMA - MONTI/ Telefonata tra il premier italiano e il presidente Usa: insieme per la crescita

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Monti chiama Obama, o viceversa. Non è dato di sapere chi abbia avuto per primo l'idea di sentire l'altro, sta di fatto che il Presidente degli Stati Uniti e il premier italiano si sono ritrovati al telefono a discutere di come risolvere la crisi economica che spazza il mondo occidentale. Nel momento in cui le strategie europee alla luce dell'elezione di un nuovo presidente all'Eliseo, per di più socialista, sembrano avere una battuta d'arresto dopo la lunga leadership a carico del duo franco-tedesco Merkel-Sarkozy, ecco forse arrivare sulla scena un soggetto nuovo. L''hanno già chiamato asse italo-americano: i due leader infatti si sarebbero ritrovati d'accordo per l'intensificazione degli sforzi al fine di far crescere l'economia e quindi aumentare l'occupazione. Una azione dunque che andrebbe contro l'austerità a tutti i costi che tanto piace al cancelliere tedesco. Tra l'altro la discussione telefonica anticipa un vertice che si terrà nei prossimi giorni a Camp David e a Chicago tra il G8 e la Nato. In tal senso l'apprezzamento espresso da Obama all'Italia per il suo impegno all'interno della Nato. I due hanno ovviamente anche parlato della situazione in Afghanistan di cui si parlerà nel vertice di Chicago. Intanto quasi in contemporanea si teneva ieri il primo vertice tra il neo eletto presidente francese Hollande e Angela Merkel: anche qui visioni opposte sulla crisi. Hollande è vicino infatti alla visione italiana, quella cioè di preferire misure per la crescita a quelle sull'austerità. Verrebbe dunque a formarsi una triplice alleanza economica tra Francia, Italia e Stati Uniti che isolerebbe la Germania. Tutto questo davanti alla drammatica situazione greca che proprio ieri ha visto il fallimento del tentativo di varare un governo tecnico. La Grecia torna alle elezioni con davanti uno scenario sempre più realista: l'uscita dall'Europa e dall'euro. Uno scenario sempre più possibile data l'incapacità dei poitici greci non solo di formare un nuovo governo, ma anche di rispettare gli impegni presi con l'Unione europea in cambio dei prestiti monetari.


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