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GEOFINANZA/ Tutti i numeri che inchiodano la Grecia

Pubblicazione:giovedì 17 maggio 2012

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La Grecia è andata: bye bye, è stato bello. Non lo dico da oggi, lo ripeto da mesi, ma ora sono le cifre a parlare, più che le aperture sempre più palesi verso l’addio avanzate con realismo e onestà da Christine Lagarde, capo del Fmi. Ricordate lo straordinario swap greco, quello che aveva messo in sicurezza il debito ed evitato di fatto il default? Bene, i nuovi bond ellenici a lungo termine sapete a quanto vengono trattati? 13,75 centesimi sull’euro, minimo assoluto dallo swap (-43%) e un bel -27% in sole due settimane e un rendimento già tornato in area 28%! Sapete cosa vuol dire questo? Bancarotta.

Ma c’è di più, visto che martedì Atene ha reso noto che pagherà i 435 milioni di euro di bonds sotto legislazione internazionale scaduti il 15 maggio, creando un chiaro precedente: ovvero, chi ha acquisito obbligazioni elleniche che non facessero capo alla legislazione di quel Paese e ha detto no allo swap, è stato ripagato in pieno, il 135% di rendimento annualizzato, a fronte dell’haircut del 75% subito da chi ha detto sì al concambio. Come pensate che si muoveranno gli investitori in caso di swap da parte del Portogallo o della Spagna? E, soprattutto, pensate che i vulture fund come Dart, principale beneficiario della scadenza obbligazionaria di due giorni fa, non si lancerà in massa ad acquistare titoli di Stato portoghesi, spagnoli e italiani sotto legislazione britannica? Magari magari, dare una controllatina tra Tesoro e Consob sarebbe intelligente, voi che dite?

Altri dati dall’inferno: dal 7 maggio al 15 maggio sono stati prelevati dai conti correnti greci 700 milioni di euro, dato confermato dal Presidente della Repubblica nel corso delle consultazioni con i partiti. Insomma, è fallita o no la Grecia? Ancora non vi basta? Allora qualche altro numero sui costi di quello che ormai nelle sale trading viene chiamato “Grexit”, dalla contrazione di Greece ed exit, dopo quelli che vi ho fornito martedì, sintomo che ormai i centri studi non lavorano più sul prezzo del salvataggio, ma su quello dell’addio.

 

 

Questa tabella è stata preparata da Eric Dor della Ieseg School of Management di Lille e mette insieme, voce per voce, i costi immediati di un addio greco all’Ue per Germania e Francia, partendo dall’assunto di un’uscita non ordinata dall’eurozona e di una svalutazione della nuova dracma del 50%. Come potete vedere da soli, le perdite che andrebbe a subire la Francia sarebbero pari a 66,4 miliardi, mentre per la Germania l’aperitivo costerebbe 89,8 miliardi. A questo dato vanno unite perdite di 19,8 miliardi per le banche greche e di 4,5 miliardi per quelle tedesche (le quali sono state più furbe e hanno approfittato dei due anni persi grazie alla Merkel per scaricare il più possibile debito greco dai bilanci), dovute appunto alla svalutazione della nuova valuta.


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