BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

WALL STREET/ Ivashina (Harvard): punire le banche può distruggere gli Usa

Pubblicazione:

La sede di JPMorgan  La sede di JPMorgan

A mio parere, occorre ricordare che si ha a che fare con banche con bilanci da trilioni di dollari e con centinaia di migliaia di dipendenti. Come è stato possibile? Non è chiaro, poiché non vi è molta informazione su ciò che è stato fatto esattamente. Una possibilità è che quelle operazioni fossero intenzionali e considerate di hedging, e questo spiegherebbe perché sono state fatte. Un’altra possibilità è una mancanza di controllo, possibile in una vasta organizzazione, anche perché il rendiconto può essere fatto solo per differenze nette e quindi certi rischi possono essere non immediatamente evidenti.

 

E il governo non ha strumenti di controllo?

 

La stessa logica si applica ai regolatori. Si immagini di dover controllare una istituzione impegnata in queste complesse attività finanziarie, non perché le si vuole complicare, ma perché questa complessità è tipica del mondo finanziario delle grandi banche internazionali. Si tratta di capire dove andare a guardare e quando, in una istituzione che maneggia trilioni di dollari. Il punto importante è stabilire se l’errore commesso in JP Morgan riflette un problema più grande, ma al momento la società sostiene che questo non è il caso. Non c’è da essere sorpresi: può essere che questo sia un caso limite, viste le dimensioni, ma il mestiere delle banche è quello di assumere rischi, è nella natura stessa della loro attività. Perciò è naturale che rischino delle perdite e ciò succede di continuo. Ma, come ha sottolineato Dimon, il capo della JP Morgan, si tratta di una società che globalmente fa profitti, che questa volta è incorsa in una perdita, più grande di quanto previsto, ma la posizione della JP Morgan è che tutto ciò non è la conseguenza di un cattivo funzionamento della società, ma solo dell’errore compiuto in una delle operazioni della JP Morgan. E penso che questa sia probabilmente la realtà.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.