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SPENDING REVIEW/ Quei 400 miliardi "dimenticati" da Monti e co.

Pubblicazione:mercoledì 2 maggio 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Sì, è una tempistica piuttosto speciale. Prima si è tassato tutto quello che era possibile tassare, poi si guarda se nei capitoli di spesa ci sono errori o inefficienze. Una tempistica veramente speciale. Qualsiasi azienda in difficoltà cosa fa in genere? Guarda complessivamente i suoi bilanci, guarda dove ci sono gli errori, le inefficienze, le troppo spese. Insomma, guarda nel suo insieme e cerca di razionalizzare in modo funzionale, con coerenza. Qui si è scelta invece la politica dei due tempi. Gli errori e le inefficienze si vanno a cercare dopo.

 

Tutto questo avviene mentre nel Paese comincia a diventare insopportabile la pressione fiscale. E ci sono i primi messaggi, vengono da alcuni comuni, anche da diverse forze politiche, di rivolta fiscale. Il premier ha risposto stigmatizzando taluni comportamenti e ha detto che abolire l’Ici è stato un errore.

 

Evidentemente il professor Monti non si accorge che la pressione fiscale sta diventando intollerabile. Occorre mettere accanto a questa pressione fiscale le spese che una famiglia deve affrontare per vivere dignitosamente. Quindi tutte le tasse indirette, le accise sulla benzina, le bollette di luce e gas, le spese di trasporto. Si capisce facilmente perché secondo alcune analisi e alcuni dati la metà degli italiani appartiene ormai a una classe sociale definita bassa. Qui è stata letteralmente bruciata la classe media. Per quanto riguarda l’Ici, il modo che scelse Tremonti di abolirla fu sbagliato. Ma una tassa sulla propria casa di abitazione è altrettanto errata.

 

Forse c’è una nuova interpretazione di tassare i cittadini.

 

Non lo so. Ci sono due modi di tassare i cittadini, di valutare la loro capacità contributiva. Il primo è quello dello Stato assolutista che mette mano dove vuole. Il secondo è quello di uno Stato democratico, che ritiene che la capacità contributiva sia quella eccedente ai fabbisogni essenziali di una vita dignitosa dei cittadini.

 

Ritorniamo alla spending review. È stato nominato Enrico Bondi, il risanatore di Parmalat, l’uomo che taglia e aggiusta. Che ne pensa?

 

Credo che sia una persona brava e capace. Il problema è che ha operato nel settore privato, dove per rimettere a posto le cose si deve guardare all’interesse e ai profitti degli azionisti di un’azienda. Ma il settore privato non c’entra nulla con quello statale, perché in questo caso gli azionisti sono i politici e i capitoli di spesa sono i profitti dei politici. È come voler mettere a dieta un orso di fronte al miele. L’orso, il miele continuerà a mangiarlo. Mi sembra che con questo tipo di Stato e in questo tipo di situazione una dieta nella spesa pubblica sia poco prevedibile.

 

(Gianluigi Da Rold)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
02/05/2012 - soluzioni nuove cercasi (francesco taddei)

il governatore formigoni la spending rerewiew (cioè revisione della spesa pubblica) l'ha già fatta nel '95 in campo sanitario e ha passato i successivi 16 anni ad investire quel capitale, facendo della lombardia la regione con la migliore sanità d'italia. forse non si dovrebbe solo parlare di tagli ma anche di "sistem review".