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SPENDING REVIEW/ Quei 400 miliardi "dimenticati" da Monti e co.

Pubblicazione:mercoledì 2 maggio 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Il professor Ugo Arrigo risveglia la memoria degli italiani, che in genere sembrano sempre smemorati. Docente di Scienza delle Finanze all’Università Bicocca di Milano, spiega che la spending review fu istituita il 30 marzo del 1981 (trentuno anni fa) e sospesa due volte dal ministro Giulio Tremonti in questo ultimo decennio. È una puntualizzazione importante, perché in quel lontano 1981 c’era un governo Forlani, sorretto dal pentapartito della “prima repubblica”. La spending review non è quindi una scoperta del “governo dei tecnici”, come pare leggendo la grande stampa di oggi. Ci sono però grandi differenze. Fa notare Ugo Arrigo che in quel tempo (ormai si può dire così) la spesa pubblica totale era il 42% del Pil (è stata il 49,9% nel 2011), la pressione fiscale era al 31% (oggi è al 45%), il debito pubblico era al 56% del Pil, mentre oggi siamo al 120,1%. E il Pil era cresciuto nel 1980 del 3,1%, mentre oggi viviamo un 2012 che dovrebbe registrare, secondo l’Ocse, un -1,9%.

 

Professore, dopo la lunga riunione di ieri del Consiglio dei ministri, si prevede che con la spending review ci siano 295 miliardi di uscite che vengono definite “aggredibili”, cioè che si possono ridurre o eliminare, ma il taglio previsto per il 2012 sarebbe di 4,2 miliardi. Che ne pensa? 

 

Mi pare che vogliano recuperare una briciola, una briciolina. Quanto alle uscite “aggredibili”, io faccio una stima differente, molto differente. Mettiamo da parte le spese per il Welfare e le pensioni, che sono tra l’altro già state riformate. Se lei mette insieme tutte le spese per i servizi, i consumi intermedi e le varie voci, ci si può rendere conto che la spesa “aggredibile” arriva a 400 miliardi.

 

Com’è possibile questa differenza?

 

Guardi, inutile soffermarci su singole voci. Facciamo solo un esempio: una siringa, in una Asl, può costare da 1 a 10 euro, a secondo di come funziona la sanità in una regione. Tenga conto poi che in questa massa di spesa pubblica ci sono domande collettive, ma anche domande che non lo sono affatto. A conti fatti, secondo la stima che faccio, la spending review programmata per quest’anno taglierebbe l’1%. Mi sembra un risultato più che modesto, per usare solamente un eufemismo.

 

C’è anche una questione di tempi, che probabilmente va considerata. Dopo 31 anni di studi, a maggio del 2012, si arriva a un Consiglio dei ministri sulla spending review. 


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COMMENTI
02/05/2012 - soluzioni nuove cercasi (francesco taddei)

il governatore formigoni la spending rerewiew (cioè revisione della spesa pubblica) l'ha già fatta nel '95 in campo sanitario e ha passato i successivi 16 anni ad investire quel capitale, facendo della lombardia la regione con la migliore sanità d'italia. forse non si dovrebbe solo parlare di tagli ma anche di "sistem review".