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FINANZA/ Grecia-Euro, tutti i passaggi che portano al "divorzio"

Pubblicazione:domenica 20 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 20 maggio 2012, 14.27

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Le fasi di passaggio sono dolorose e si cerca di rimandarle fino a quando è possibile, ma in questo modo i problemi si accumulano e prima o poi arrivano a un punto di rottura. L’attuale fase ha molte analogie con la vicenda della Lehman Brothers. Il 6 settembre 2008 il governo Usa aveva salvato Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie che coprono oltre il 50% dei mutui per gli acquisti immobiliari. I cittadini americani erano indignati e dunque non era più possibile salvare Lehman Brothers che il 15 settembre 2008 è fallita non perché fosse quella in condizioni peggiori, ma quella che si è trovata esposta nel momento peggiore.

Qualcuno sostiene che la Grecia è piccola e potrebbe essere salvata. Purtroppo si trova al centro di una crisi di credibilità dell’euro e dei suoi meccanismi di funzionamento. Occorre dare un segnale, dimostrare che non si può approfittare dell’euro scaricando sulla moneta comune i propri problemi irrisolti.

Quando si arriva alla rottura c’è sempre un accumulo di problemi e il fatto specifico che causa la frattura è relativamente accidentale. I costi della rottura diventano evidenti a tutti e questo crea le premesse per un loro superamento che, prima, era impossibile. Così dopo il fallimento della Lehman Brothers, il governo Usa ha continuato a salvare banche e compagnie di assicurazione e in particolare Aig. Dopo il fallimento della Grecia e l’evidenziazione dei rilevanti costi a esso collegati proseguiranno i salvataggi. 

Previsioni conclusive - Alla luce di quanto sopra esposto ritengo che:

1) La Grecia uscirà dall’Euro perché né la Grecia, né l’Europa sono disposti a pagare per rimanere insieme. Manca una condivisione di valori, un motivo che giustifichi i sacrifici.

2) La Grecia attraverserà un periodo di gravi turbolenze, una forte riduzione del tenore di vita. La convivenza sociale e la stessa democrazia saranno a rischio.

3) L’Europa rafforzerà il cordone sanitario e cercherà di isolare il fenomeno Grecia. Aumenteranno i sostegni allo sviluppo e l’esempio della Grecia sarà utilizzato per stimolare gli altri anelli deboli a fare di tutto per non ricalcarne il percorso.

4) L’Italia ha attivato una serie di azioni correttive che hanno rafforzato la credibilità internazionale, ma il Governo ha perso molto consenso. Sarà importante trovare forme di coesione ed evitare che i politici continuino a rinviare le riforme sempre più necessarie. In caso contrario, l’Italia correrebbe qualche rischio.

5) Non si arriverà a una vera soluzione, cioè alla creazione di una Banca di ultima istanza, cioè titolata a emettere una quantità illimitata di moneta e quindi in grado di sconfiggere qualunque speculazione, perché le resistenze dei paesi ricchi sono ancora troppo forti e la credibilità di quelli deboli è ancora troppo precaria. Si avrà una situazione molto caotica nei prossimi mesi e caratterizzata da molteplici interventi, non sempre coerenti e ottimali. Ci sarà la reazione al fallimento della Grecia e la volontà di non subirne troppo le conseguenze. Nel 2013 le cose riprenderanno a migliorare, perché molti problemi saranno alle spalle.



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