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ISTAT/ Famiglie più povere al Sud. L'esperto: penalizzati i più giovani, meglio gli anziani

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Di fronte a un Rapporto che conferma tutta una serie di tendenze già ormai note, se proprio si volesse metter mano a una qualche misura ridistributiva, «bisognerebbe seriamente considerare i dati riguardanti la povertà delle famiglie e altrettanto seriamente mettere in campo un’iniziativa che introduca il fattore famiglia come parametro per la tassazione o per l’attribuzione di risorse a chi ne ha bisogno. E’ però chiaro che tutto questo non è all’ordine del giorno né del governo, né delle forze politiche che lo sostengono, quindi ancora una volta ci troviamo di fronte a una potenziale occasione di iniziativa politica che finirà con ogni probabilità col chiudersi in qualche schermaglia nell’arco di una giornata sui vari media».

Il professor Rovati commenta inoltre «indicazioni interessanti e positive» che emergono dal rapporto Istat, a cominciare dalla speranza di vita di uomini e donne che nel periodo 2007-2010 continua ad aumentare: «E’ certamente un segnale di benessere inteso non dal punto di vista monetario, ma da quello delle condizioni di salute, di alimentazione e di cura. Un dato del genere merita di essere considerato perché controbilancia una visione puramente negativa della congiuntura attuale. A ciò - spiega Rovati - si può aggiungere che gli unici segnali di riduzione della povertà si registrano tra la popolazione anziana, a dimostrazione del fatto che una serie di politiche a sostegno del reddito dei più anziani avviata negli anni scorsi è riuscita ad avere un effetto anticiclico. Resta però il fatto che bisognerebbe adottare la stessa logica anche nei confronti delle famiglie più giovani con figli minori a carico». Il professor Rovati conclude spiegando che il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Milano «dovrebbe essere per il nostro Paese un grande sprone a fare qualcosa di non puramente verbale e retorico, quali sono le tante dichiarazioni fatte su questi argomenti. Aspettiamo quindi fiduciosi che il governo in carica prenda qualche iniziativa concreta».

 

(Claudio Perlini)

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