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CRISI/ Vertice Ue: la Grecia resti nell'euro. Bruxelles preme sugli Eurobond, ma la Merkel ribadisce il no

Pubblicazione:giovedì 24 maggio 2012

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Una nota emessa al termine del vertice informale svoltosi a Bruxelles tra i 27 leader europei ribadisce ancora una volta la volontà di far rimanere Atene nell’euro: «Abbiamo discusso la situazione politica ed economica della Grecia. – si legge – Siamo pienamente consapevoli dei significativi sforzi già fatti dai cittadini greci». «La zona euro ha mostrato solidarietà notevole - si legge ancora -, avendo già elargito insieme con il Fmi circa 150 miliardi di euro a sostegno della Grecia dal 2010. Assicureremo che i fondi e strumenti strutturali siano mobilitati per portare la Grecia su una via verso la crescita e la creazione di lavoro». E ancora: «Continuare le vitali riforme per ristabilire la sostenibilità del debito, favorire gli investimenti privati e rinforzare le sue istituzioni è la migliore garanzia per un futuro più prospero nell'area euro. Ci aspettiamo che dopo le elezioni, il nuovo governo greco faccia quella scelta», conclude la nota. L’accordo non è però arrivato sugli Eurobond, sui quali la cancelliera Merkel continua ad esprimere la propria contrarietà. Monti ha invece fatto sapere che «la maggior parte» dei Paesi Ue «ha dato parere favorevole» a riguardo. L’asse Berlino-Parigi sembra ormai un ricordo ed è lo stesso premier italiano a sottolineare «i parallelismi» riscontrati con il presidente francese, il socialista Francois Hollande. Anche Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Ue, come Angela Merkel non crede che gli Eurobond siano la soluzione per contrastare la crisi dell’eurozona e, al termine del summit, ha fatto sapere di averne parlato solamente «nella parte specificamente dedicata ai progetti di lungo termine  per approfondire l'unione monetaria ed economica», ma che nessuno ha chiesto che gli Eurobond  «fossero immediatamente adottati. Questo richiederà tempo. E' la fine di un processo in cui vanno considerate tutte le implicazioni legali», ha detto Rompuy. Secondo il premier Monti, invece, «il fatto che il tema (degli Eurobond) sia chiaramente sul tavolo e abbia consensi da parte di Paesi che sono e che non sono nella zona euro, come la Gran Bretagna, significa che la cosa si muove e credo che questo determinerà aspettative nei mercati», ha detto, sottolineando però che per garantire una reale crescita «occorrerebbe, e credo sia anche la posizione di Francois Hollande con il quale ci sono molti parallelismi, un momento decisionale più intenso e maggiore presa di coscienza dell'Ue».  


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