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FINANZA/ 1. Ecco il fondo tedesco che può ancora salvare l'Europa (e l'Italia)

Un altro vertice europeo sembra essere terminato senza soluzioni forti e concrete al problema che attanaglia la Grecia e gli altri paesi periferici. Il commento di STEFANO CINGOLANI

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Ho fatto un sogno: Mario Draghi taglia a zero i tassi di riferimento e comincia ad acquistare titoli dei paesi in difficoltà senza passare più attraverso le banche. Se la speculazione volesse ancora accanirsi nel gioco perverso dello spread, si brucerebbe le dita. Così come è accaduto in Svizzera per difendere il franco, basterebbe l’annuncio a invertire le aspettative. La Bce avrà il coraggio di essere indipendente fino a questo punto? Perché sarebbe un segno di autonomia politica, ha ragione Guido Tabellini, rettore della Bocconi, nel suo articolo pubblicato ieri su Il Sole 24 Ore.

La crisi europea è degenerata nello spazio di pochi giorni e oggi il problema è evitare una vera ondata di panico simile a quella del settembre 2008. Allora il fattore scatenante fu il fallimento di Lehman Brothers, oggi è il fallimento (politico non solo finanziario) della Grecia. Con un’aggravante: la fragilità di Lehman covava da tempo, ma era apparsa all’improvviso nel momento in cui la crisi di fiducia aveva paralizzato l’intero sistema bancario; la crisi greca dura da almeno due anni ed è stata sempre soltanto rinviata. In entrambi i casi, e questa è l’allarmante similitudine, la politica ha giocato un ruolo determinante e negativo. Fu il governo britannico a rifiutare che la banca Barclays salvasse Lehman Brothers senza avere una sorta di assicurazione del governo americano. Ora è il governo tedesco a chiedere ai greci e a tutti gli europei una sorta di garanzia impossibile, cioè quella di salvarsi da soli.

Volendo continuare con il nostro parallelismo storico, bisogna ricordare che, pur dopo una terrificante catena di errori, il sistema finanziario mondiale nel 2008 venne ripescato dall’abisso usando due strumenti: la Federal Reserve, la banca centrale, stampando dollari e lanciandoli dall’elicottero (immagine che ricorda un memorabile detto di Milton Friedman a proposito della crisi degli anni ‘30), e il Tarp, il fondo da 700 miliardi di dollari finanziato dal Tesoro americano. In Europa mancano entrambi. I governi sono divisi e sembrano rassegnati, con la Germania ferma nella sua ostinazione e una maggioranza sulla carta che non ha la forza di prendere decisioni contro i tedeschi. Dunque, per il momento niente eurobonds con i quali sarebbe possibile rifinanziare gli stati in difficoltà evitando il default e niente fondi di salvataggio efficaci e sostenuti da risorse finanziarie adeguate. Tutto, a questo punto, cade sulle spalle della Bce.