BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 2. Così la Grecia può lasciare l’euro “restando” in Europa

Pubblicazione:giovedì 24 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 24 maggio 2012, 9.09

Infophoto Infophoto

Di più, «il ritmo di ritiro dei fondi da parte degli investitori non residenti è accelerato in particolare in Spagna con una percentuale scesa al 34% dal 40% alla fine del 2011, un computo che non tiene conto degli holding della Bce in base al programma di acquisto di bond. La percentuale, che nel 2008 era al 60%, è in costante diminuzione da allora. La flessione degli holding di titoli di debito italiano da parte dei privati stranieri ha seguito invece una strada diversa. L’uscita complessiva è stata inferiore che in Spagna - e la percentuale di titoli detenuta dai privati era circa al 50% nel 2008 - mentre il deflusso è iniziato solo nel terzo trimestre 2011. Nondimeno ora la percentuale di holding detenuti da privati stranieri è scesa al 32% e continua a calare, sebbene a un ritmo inferiore».

Professor Monti, imiti la Thatcher a Fontainebleu: certo, lei non ha la borsetta da sbattere sul tavolo, sbatta ciò che vuole, ma alzi la voce e lo faccia in fretta. Ormai siamo al countdown



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
24/05/2012 - il primo problema non è la crescita economica (Fabrizio Terruzzi)

Monti sbaglia: il primo problema non è la crescita economica tout court, quanto il ripristino di condizioni di competitività, ben più difficile e vasto, senza cui lo sviluppo sarebbe solo di breve durata. Nella situazione attuale la lira si sarebbe già svalutata pesantemente. Quale analogo effetto possiamo ottenere con i mezzi di oggi?. Attenzione la Germania paga lo "zero virgola" sui sui titoli di stato, è stracolma di liquidità presso la BCE e la sua industria è quanto mai sana e potente. Oppressi da enormi interessi sul debito e da un'austerità che toglie ogni risorsa per lo sviluppo, gli altri paesi sono destinati ad essere schiacciati sempre di più dal colosso Germania che non solo non dimostra alcuna intenzione di attenuare questa sua posizione dominante ma sta facendo di tutto, più o meno consapevolmente, per rafforzarla. Per di più con l'aiuto incondizionato dei mercati. Quello che è da mettere pesantemente sul tavolo a Bruxelles è di come si possa rapidamente riequilibrare nell'UE la competitività fra le nazioni. E va detto chiaramente che in mancanza di una risposta chiara e convincente converrà lasciar perdere l'Euro e riparlarne casomai un'altra volta.