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SPENDING REVIEW/ Arrigo: dopo le tasse, un altro "buco nero"

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Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)  Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)

Il Comitato interministeriale per la revisione della spesa pubblica si è riunito e, dopo i rilievi che ha fatto il Commissario straordinario, Enrico Bondi, ha deciso che la spesa pubblica italiana, che il ministro per il Programma del Governo, Piero Giarda, ritiene attaccabile e aggredibile per 100 miliardi di euro, può essere ridotta al più presto di 4,5 miliardi. L'impressione è che, tanto per cambiare, “la montagna ha partorito un topolino”. Quattro miliardi e mezzo di euro corrispondono allo 0.25 del pil italiano, mentre in tre anni il disavanzo dovrebbe diminuire di cinque punti. Ma nel solito comunicato un po' barocco del governo, sembra che si sia raggiunto un grande successo. Bondi ha illustrato il lavoro condotto sino a oggi e ha presentato, come previsto, il Cronoprogramma per la razionalizzazione della spesa di acquisti e servizi. Il professor Ugo Arrigo, docente di Scienza delle Finanze all'Università “Bicocca”, ascolta il passaggio del comunicato e spiega subito: “Ma naturalmente non tocca il pubblico impiego, perché le siringhe della sanità non scioperano, ma i sindacati, quelli sì, lo scioperano lo fanno”.

 

Come giudica, professor Arrigo, questo intervento e il risultato possibile?

 

“Assolutamente non risolutivo. Il governo di fatto conferma il 96 percento di spesa pubblica. Una cosa impercettibile, una briciolina. Sarebbe interessante vedere se gli italiani, in questi anni, avessero stabilito di aumentarsi le tasse solo di un quattro per cento. Adesso con l'Imu in arrivo vedremo a quanto sarà salita la pressione fiscale e faremo un calcolo esatto. Intanto la spesa pubblica diminuisce dello 0,25 percento del pil”.

 

Ma è possibile che la spesa pubblica in Italia non sia contenibile ?

 

“Ha presente gli anni in cui si diceva che il salario era una variabile indipendente? Ecco, ora possiamo dire che la spesa pubblica segue quell'indirizzo: è una variabile indipendente. Vorrei ricordare quello che ha detto il nostro primo ministro il 17 maggio scorso: “Se tutti pagassimo il dovuto tutti pagheremmo meno e avremmo servizi pubblici migliori”. Quanti invece pensano che se pagassimo quanto la legge ci chiede ci sarebbe più legalità ma non pagheremmo un centesimo di meno e continueremmo ad avere gli stessi (scadenti) servizi pubblici ? Credo molti.”

 

Per quale ragione professore ?


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COMMENTI
29/05/2012 - creare una cultura dell'efficienza (francesco taddei)

possiamo dire che i servizi sono poco efficienti perchè manca una educazione? i responsabili organizzativi dei servizi delle p.a. pensano solo alla gestione del personale senza curarsi della soddisfazione del cittadino e guai se un problema si protrae un minuto dopo la fine dell'orario di lavoro.