BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IMU/ Violini: i Comuni non hanno nessun diritto di decidere il sistema fiscale

Pubblicazione:giovedì 3 maggio 2012

Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri Il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri

“La protesta dei Comuni contro l’Imu è priva di qualsiasi fondamento costituzionale, in quanto la competenza in materia fiscale spetta al Parlamento. In una fase in cui le famiglie italiane sono costrette a risparmiare, non si vede inoltre perché anche i sindaci non dovrebbero fare altrettanto”. Lorenza Violini, docente di Diritto costituzionale all’Università di Milano, commenta così il caustico botta e risposta tra il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, e il presidente dell’Anci, Graziano Delrio. Per il ministro, “i sindaci sono ufficiali di governo, hanno funzioni istituzionali ed è bene che non dimentichino mai che portano la fascia tricolore e lavorano per il Paese”. A stretto giro la replica di Delrio: “Vorremmo che lo Stato non si ricordasse che siamo un pezzo della Repubblica solo quando si tratta di chiederci di riscuotere le tasse e gestire l’ordine pubblico”.

 

Professoressa Violini, ritiene corretto che sia il governo a decidere le aliquote base dell’Imu, che per definizione è un’imposta municipale?

 

I Comuni non hanno il diritto di decidere il sistema fiscale, in quanto esiste una riserva di legge che garantisce i cittadini affinché la definizione delle tasse non sia lasciata nelle mani della classe politica locale. E’ importante quindi che l’Imu sia definito dal governo, perché questo garantisce un ordine all’interno del sistema Paese. I Comuni non possono rivendicare alcunché in materia, perché pur essendo degli enti locali dotati di autonomia non possono essere loro a stabilire ciò che deve accadere in campo fiscale. Tantomeno possono arrogarsi il diritto di non pagare l’Imu, perché ciò creerebbe una situazione di anarchia tale da esulare da qualsiasi ordine costituzionale.

 

Quindi la rivolta fiscale dei Comuni non può godere di nessuna legittimazione?

 

Assolutamente no. La rivolta in quanto tale esula da qualsiasi copertura normativa. Il diritto di resistenza di fronte al tiranno teoricamente esiste sempre, ma chi la mette in atto deve essere pronto a pagarne le conseguenze. Quello che è certo è che, come sottolineato giustamente dal ministro Cancellieri, non si può essere contemporaneamente parte delle istituzioni e contro di esse.

 

E’ vero che, come dichiarato da Delrio, lo Stato si ricorda dei Comuni solo quando si tratta di riscuotere le tasse e gestire l’ordine pubblico?


  PAG. SUCC. >