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SPENDING REVIEW/ Dove ci porteranno Bondi, Giavazzi e Amato?

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Francesco Giavazzi (Infophoto)  Francesco Giavazzi (Infophoto)

Ora il problema che Bondi ha di fronte è ben diverso. In quindici giorni deve fare una ricognizione e una proposta che dovrebbe essere in corso da 31 anni. La legge che ha istituito la spending review è del marzo del 1981 (governo Forlani) e, tranne due sospensioni operate da Giulio Tremonti, non ha mai portato da nessuna parte. Anche l'ultima ricognizione del Consiglio dei ministri è stata fatta per recuperare 4,5 miliardi della spesa pubblica (che si prende il 50,1% del Pil) su voci di capitolo “aggredibili” pari a 295 miliardi. Secondo altri calcoli (vedi il professor Ugo Arrigo), la spesa “aggredibile” ammonterebbe a 400 miliardi. Che cosa si può dire a Enrico Bondi in una simile situazione? Solamente fargli gli auguri, ricordando che la spending review applicata al settore pubblico ha come destinatari, al contrario di quella applicata al settore privato, altri azionisti, i politici e le tante corporazioni italiane. I loro interessi coincidono con la spesa, non con la razionalità di un bilancio di un'impresa privata.

Francesco Giavazzi ha sempre avuto una certa sensibilità politica. Da giovane universitario era un repubblicano impegnato nell'Unione goliardica italiana. Non era certo un estremista di sinistra, anzi, simpatizzava per il riformismo, parola allora quasi proibita negli anni Sessanta. Indubbiamente la cultura anglosassone lo ha radicalizzato nei suoi inni liberisti, anche se si dice sempre di sinistra. Qualcuno sostiene che, se si rileggessero i suoi articoli prima e durante la crisi dei subprime, non dovrebbe più uscire di casa. Un modo come un altro per rimproverargli la sua appassionata difesa dei derivati, ad esempio, oppure la facilità (o superficialità?) con cui giudicò l'inizio della crisi finanziaria. Citiamo solo un caso. Il 4 agosto del 2007 scriveva con il solito tono perentorio su Il Corriere della Sera: “La crisi del mercato ipotecario americano è seria, da qualche settimana ha colpito anche le Borse, ma difficilmente si trasformerà in una crisi finanziaria generalizzata”. Si potrebbe dire: alla faccia del pronostico! Ma questa citazione è solo una “perla” di una lunga “collana”.



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COMMENTI
05/05/2012 - Spending Review (Bieta Elsa)

... I tre Supertecnici, in particolare Bondi e Giavazzi, dovrebbero agire come se ad essere risanata dovesse essere una loro azienda... Tutti ci auguriamo che la loro azione operi al meglio: se così non dovesse essere, risulterà che i sacrifici degli Italiani finiranno come sempre a riempire la solita vasca irrimediabilmente senza tappo.

 
03/05/2012 - La situazione è grave ma non è seria? (Carlo Cerofolini)

Se il governo dei "tecnici" ha bisogno di questi super (?) "tecnici" - con questo excursus, a cui, se non erro, si deve aggiungere il fatto che le imprese risanate da Bondi: Parmalat e Montedison, con la prima con 1,4 Miliardi in cassa, poi finita ai francesi di Lactalis, società non quotata in borsa, e la seconda in mano a Edf, sempre francese - per poi racimolare al massimo circa 4 miliardi su olre 700 miliardi di spesa pubblica, è azzardato dire che la situazione è grave ma non è seria, come avrebbe affermato Flaiano?

 
03/05/2012 - I tecnici del Governo tecnico (Vulzio Abramo Prati)

Nella mia ingenuità razionalista mai avrei pensato che dei tecnici, nominati appunto per le loro competenze specifiche, avessero bisogno dell'ulteriore supporto di altri tecnici, evidentemente sbagliavo! Indubbiamente brave persone, come dice l'autore, ma chiedo: Giuliano Amato nel PSIUP nel 1979, eletto alla Camera 30 anni fa (1983), più volte Primo Ministro e Ministro, è un tecnico o un politico, perchè in questo caso si dovrebbe parlare di un "politico del Governo tecnico"! A proposito lo ricordo anche più craxiano di Craxi e poi, ai tempi di tangentopoli, dire che non sapeva nulla del finanziamento illecito al PSI. Io posso anche credergli ma allora è la persona giusta per consigliare sul finanziamento ai partiti? Guardando poi all'aspetto anagrafico, anche in relazione a un Governo con un'età media tra le più elevate della storia, abbiamo Bondi, classe 1934, Amato, classe 1938. A questo punto non vorrei che l'ottimo economista Giavazzi, classe 1949, venisse dagli altri tecnici considerato un "giovane apprendista"! E poi ci lamentiamo che non si dà spazio ai giovani competenti?