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Economia e Finanza

ANTONIO FAZIO/ Assolto nel processo Unipol-Bnl insieme a Cimbri, Caltagirone, Gnutti e Ricucci

Antonio Fazio, ex Governatore della Banca d’Italia, è stato assolto dall’accusa di aggiotaggio nell’ambito del processo d’appello sulla tentata scalata di Unipol alla Bnl

Antonio Fazio (Infophoto)Antonio Fazio (Infophoto)

Antonio Fazio, ex Governatore della Banca d’Italia, è stato assolto dall’accusa di aggiotaggio nell’ambito del processo d’appello della Procura di Milano sulla tentata scalata di Unipol alla Bnl. In primo grado, lo scorso 31 ottobre, Fazio era stato condannato a tre anni e sei mesi. Insieme a lui sono stati assolti altri dieci imputati tra cui Carlo Cimbri (amministratore delegato di Unipol condannato in primo a tre anni e sette mesi), Francesco Gaetano Caltagirone (anche lui precedentemente condannato a tre anni e sei mesi), Vito Bonsignore, Danilo Coppola, Ettore e Iberio Lonati, Stefano Ricucci, Giuseppe Statuto, Bruno Leoni ed Emilio Gnutti. Due sole le condanne in secondo grado: un anno e sette mesi per Giovanni Consorte, allora presidente di Unipol e un anno e sei mesi per Ivano Sacchetti, suo braccio destro. Consorte e Sacchetti sono stati anche loro assolti dall’accusa di aggiotaggio, ma su di loro resta in piedi il reato di ostacolo alla vigilanza e quello di insider trading. Sono state revocate le sanzioni pecuniare a Hopa e Bper. Unipol è stata invece condannata a pagare 420.000 euro per i reati commessi dai propri dipendenti.

Antonio Fazio finì nel registro degli indagati, insieme a Giovanni Consorte, nel dicembre del 2005, quando iniziò l’inchiesta della Procura di Roma sulla scalata del gruppo assicurativo bolognese sulla Banca Nazionale del Lavoro. L’Opa venne bloccata nel gennaio del 2006 e Bnl finì successivamente nelle mani del gruppo francese Bnp Paribas. Oltre a Roma cominciò a indagare anche la Procura di Milano, con un’inchiesta che si chiuse nel 2008 con 45 indagati (tra cui 14 società) e nel 2009 furono disposti 28 rinvii a giudizio, 14 proscioglimenti e 3 patteggiamenti. Il processo prese il via nel 2010 e l’anno dopo fu chiesta la condanna di 17 imputati e l’assoluzione di altri quattro, tra cui Emilio Gnutti. A fine ottobre arrivò la sentenza di condanna per 16 imputati (tra cui 3 società) e l’assoluzione per altri 12 (tra cui 4 società). La sentenza di oggi arriva dopo che ad aprile era stato aperto il processo di secondo grado e il 9 maggio era stata richiesta dal Procuratore generale Felice Isnardi di confermare tutte le condanne di primo grado.