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EIRE/ Schmidt (Dla Piper): per l'Italia un'occasione per attirare investimenti stranieri

Pubblicazione:mercoledì 30 maggio 2012

Una passata edizione di Eire (InfoPhoto) Una passata edizione di Eire (InfoPhoto)

Anche quest’anno EIRE - Expo Italia Real Estate, la fiera dell'immobiliare, in programma dal 5 al 7 giugno a Fieramilano, vedrà l’adesione di importanti Paesi esteri, che presenteranno i propri progetti di sviluppo e le opportunità di business nei settori Retail, Turismo, Logistica e Residenziale/Social Housing. Uno degli obiettivi è esportare la concezione italiana di bellezza e di sviluppo orientato sempre al miglioramento della qualità della vita. La crescita di molti Paesi, in tutti e cinque i continenti, rappresenta una sfida e diffondere il nostro know-how, la nostra creatività e il nostro lifestyle nel mondo. EIRE si propone come un network permanente, attivo tutto l’anno, a supporto di tutti quegli operatori che intendono accettare questa sfida. Le maggiori realtà, quest'anno saranno rappresentate da paesi emergenti, in campo del Real Estate, nell'Europa dell'Est: Repubblica Ceca, Serbia, Montenegro, Polonia e la new-entry Croazia. La Cina sarà presente insieme all'Azerbaijan che si affaccia ora su questo tipo di mercato. Non potevano mancare gli Stati Uniti con i distretti interessanti dal punto di vista immobiliare di Miami e Florida. Infine, i Paesi Brics con il Brasile, che ospiterà i Giochi Olimpici del 2016, e che presenterà la propria candidatura per l'Expo 2020. Per Il Sussidiario.net, abbiamo sentito Olaf Schmidt, responsabile del Dipartimento Real Estate DLA PIPER.

In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, ha senso parlare di investimenti nel Real Estate?

Assolutamente sì, il settore vive ancora anche se c'è un problema di debito e una mancanza di finanziamenti. D'altro canto ci sono ancora molti investitori che non contano sul debito bancario che stanno ancora investendo, come ad esempio Allianz, Aberdeen e i fondi tedeschi: si tratta di operatori che riescono a reinvestire senza aver bisogno di un mutuo bancario e per loro il mercato italiano continua a essere interessante. Per tornare a una situazione positiva occorre un abbassamento dei prezzi, anche se mi sembra che qualcosa si stia muovendo: in alcuni settori, escluso quello degli uffici, i prezzi stanno lentamente scendendo e l'attrattiva ne sta giovando. Fra tre o quattro mesi cominceremo a vederne gli effetti: del resto, chi vuole vendere deve farlo a tutti i costi perchè c'è troppa pressione vista la situazione economica italiana. Se questo passaggio viene fatto, penso che gli investimenti aumenteranno visibilmente anche perchè chi intende investire, mette a confronto l'Italia con altre realtà europee e i prezzi italiani non rappresentano il “rischio Paese”, l'indicatore legato alle operazioni internazionali, che risultano a volte maggiori a Parigi, Londra o Francoforte che non presentano i rischi che potrebbe presentare un investimento italiano.    

Com'è vista oggi l'Italia dagli investitori internazionali del Real Estate?

Gli investitori internazionali vedono l'Italia come un Paese che ha dati economici di base ancora da aggiustare, sebbene non sia nella situazione di Spagna, Portogallo o Irlanda. C'è una certa preoccupazione per l'immediato futuro per l'investitore immobiliare se si guarda alla qualità dei conduttori e quindi dell'affidabilità dell'income: nel breve termine purtroppo ci sarà un rallentamento poiché c'è mancanza di liquidità. Sicuramente, ci sono altri dubbi sui consumi che hanno un impatto quasi immediato sull'investimento in alcuni settori, come quello abitativo. Tutto sommato, l'aspettativa per l'investitore estero è che l'Italia nel giro di un anno recuperi il terreno perso.

Quali sono i fattori che influirebbero su un cambiamento in positivo?


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