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Economia e Finanza

ACCISE BENZINA/ L’aumento di 2 cent? Una “beffa” per i terremotati

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Ci sarà dunque un effetto domino sui prezzi e sull'Iva?

 

Ma certo, ma non solo sui prezzi o sull'Iva, ma su tutto. Questa è una tassa simbolica geniale, provocherà aumenti sui prezzi, sui costi  delle imprese e anche dell'Iva. Tutto è un costo per le famiglie e per le imprese.

 

In che senso per le imprese? Quelle delle  zone terremotate ovviamente non pagheranno.

 

E ci mancherebbe altro. Ma saranno danneggiate lo stesso.

 

In che modo? 

 

Sto parlando dei clienti di queste imprese terremotate. Se c'è una impresa a Palermo a cui tipicamente queste imprese dell'Emilia vendono, aumentando le tasse all'azienda di Palermo, l'azienda dell'Emilia rischia di vendere di meno, proprio in un momento in cui ha più bisogno di vendere di più.

 

Qual era allora l'alternativa che il governo avrebbe potuto scegliere?

 

L'alternativa era di seguire quell'ottima idea che si fonda perfettamente su una comprensione del trattato europeo che ha avuto il ministro Clini: per favore, andiamo a Bruxelles e chiediamo che ci permetta di fare deficit nei limiti di questa situazione.

 

La parola deficit credo non sia tra le preferite di questo governo.

 

Infatti. Ma guardi che qui stiamo parlando di briciole: lo 0,1% del Pil o anche meno. Si andava a Bruxelles a invocare la clausola del trattato europeo che in casi di gravità eccezionali permette un deficit straordinario. Proprio in questi giorni alla Spagna viene detto che può rallentare il raggiungimento degli obbiettivi perché si trova in recessione, dopo che Madrid ha invocato uno di quei casi eccezionali di cui dicevo. Così è per un terremoto:  sono eventi straordinari per cui si può invocare la clausola di eccezionalità del trattato.

 

Ma proprio ieri il governo italiano ha rifiutato gli aiuti proposti addirittura dalla Grecia…

 

Credo che abbia fatto bene a rifiutarli perché  sinceramente sono convinto che non abbiamo bisogno di questo aiuto. Magari da un punto di vista emotivo avremmo fatto bene a dire di sì,  ci aiutava a sentirci un po' tutti europei. Però sono cifre che sono totalmente alla nostra portata e bloccate solo da questa incomprensibile fissazione contabile che danneggia i cittadini. Se uno va a Bruxelles scoprirà che sbattendo un po' i pugni sul tavolo per il benessere del nostro Paese si poteva fare questa richiesta. Questo vuol dire intelligenza fiscale, non vuol dire non pagare il debito. Glielo ripeto ancora: lo diceva David Ricardo, è una cosa semplicissima. Quando c'è una spesa improvvisa e temporanea bisogna fare deficit e ripagarlo con un aumento di tasse minore che però tiene più a lungo nel tempo. 

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COMMENTI
31/05/2012 - Se non capisce (luisella martin)

Io ho capito bene l'articolo e sono una pensionata che non capisce niente di economia anche perché non ho fatto gli studi adatti e non mi piace tutto ciò che ha a che vedere con i soldi. Perciò se ho capito io e non capisce Monti, bisogna fare qualcosa. Molto di più che donare 2 euro al telefono! Bisogna pensare ed aiutare il dottor Monti a pensare. Ipotesi: si potrebbe sintetizzare l'articolo con una frase chiara e tappezzare tutte le città terremotate eccetera. Non dimentichiamoci mai che dietro a Monti c'è un mondo di politici che capiscono molto più di Monti e di molti di noi, ma preferiscono nascondersi dietro le parole.