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ACCISE BENZINA/ L’aumento di 2 cent? Una “beffa” per i terremotati

Pubblicazione:giovedì 31 maggio 2012

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TERREMOTO, AUMENTO DELLE ACCISE SULLA BENZINA DI 2 CENTESIMI Il consiglio dei ministri si è riunito ieri per vagliare la grave situazione dell'Emilia-Romagna e decidere in che forma e in che modo organizzare i fondi per gli aiuti. Al termine della riunione si sono adottate le prime misure urgenti. In primo piano la deroga al patto di stabilità, quindi un fondo per la ricostruzione, incentivi alle imprese, contributi a fondo perduto e sospensione degli sfratti. Altre misure non faranno contenti i cittadini italiani, nonostante il desiderio di sostenere e aiutare le popolazioni colpite. In particolare, quella dell'aumento del prezzo della benzina con l'aumento delle accise di 2 centesimi, aumento che sarà mantenuto in vigore fino al prossimo 31 dicembre. Solo da questa misura potrebbero arrivare ben 500 milioni di euro. Una decisione, questa che fa infuriare non poco il professore di economia politica Gustavo Piga, che a ilsussidiario.net spiega: «Mi sembra che questo governo abbia ancora una volta dimostrato di prendere abbagli colossali. Una ennesima occasione persa per dimostrare che l'Europa può e deve stare vicina ai suoi cittadini. La contabilità dovrebbe rendere conto dell'economia e non dominare l'economia». Per il professor Piga si ignora, o si decide di ignorare, quella che è una legge fondamentale dell'economia moderna, quella di David Ricardo vecchia di trecento anni che si insegna agli studenti di primo anno di università: «Quando c'è una spesa improvvisa e temporanea bisogna fare deficit e ripagarlo con un aumento di tasse minore che però tiene più a lungo nel tempo». Le conseguenze della scelta del governo, dice ancora Piga, ricadranno pesantemente ancora una volta su famiglie e imprese.

 

Professore, che ne pensa di questo aumento dell'accise sulla benzina?

 

Mi sembra un'ennesima occasione persa dell'Europa per stare vicina ai suoi cittadini. Come al solito contano prima le regole e poi le situazioni umane e questo distanzia sempre di più il progetto dalla gente che deve invece contribuire a costruirlo. La contabilità dovrebbe rendere conto dell'economia e non dominare l'economia. Con quanto il governo ha messo in campo invece si rischia solo di distruggere l'economia.

 

In che senso?

 

Guardi, le cito una cosa ovvia anche ai ragazzi. Università; anno primo; regola numero uno: quando la si insegna ai ragazzi in fatto di macroeconomia i ragazzi dopo che ti hanno ascoltato ti guardano e dicono, beh tutto qui? È così ovvio.

 

Ci dica anche a noi questa regola numero uno per favore.

 

È quella dell'economista David Ricardo e ha più di trecento anni: quando c'è uno shock inatteso di spesa pubblica è molto meglio aumentare meno le tasse quando aumenta la spesa, quando c'è necessità di finanziare, ricorrendo dunque al finanziamento in deficit. Aumentare cioè di poco le tasse e poi quando la spesa è finita mantienere le tasse. Questo ragionamento non vale per spese permanenti, vale per spese temporanee come quelle per aiutare nei prossimi mesi i terremotati.

 

Se è così ovvia, perché questa regola non è stata presa in considerazione?

 

Capiamoci: significa che quando è finita la spesa non si abbassano le tasse, perché bisogna ovviamente ripagare il debito. Ma non è una cosa contro la stabilità finanziaria. Le faccio un esempio: quando una persona incontra un bandito e questo dice "mani in alto!", ma è così gentile da offrire una alternativa, dicendo: "Ti rubo 100mila euro subito o ti rubo 10mila euro all'anno per i prossimi dieci anni", cosa risponde il derubato?

 

Meglio 10mila euro all'anno?

 

Esatto, mi sembra evidente che chiunque farebbe così.


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COMMENTI
31/05/2012 - Se non capisce (luisella martin)

Io ho capito bene l'articolo e sono una pensionata che non capisce niente di economia anche perché non ho fatto gli studi adatti e non mi piace tutto ciò che ha a che vedere con i soldi. Perciò se ho capito io e non capisce Monti, bisogna fare qualcosa. Molto di più che donare 2 euro al telefono! Bisogna pensare ed aiutare il dottor Monti a pensare. Ipotesi: si potrebbe sintetizzare l'articolo con una frase chiara e tappezzare tutte le città terremotate eccetera. Non dimentichiamoci mai che dietro a Monti c'è un mondo di politici che capiscono molto più di Monti e di molti di noi, ma preferiscono nascondersi dietro le parole.