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Economia e Finanza

FINANZA/ Spread, Italia sotto attacco per colpa della Spagna

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Partendo poi dal presupposto che fino a ieri la Bce era nota per accettare come collaterale anche la carta igienica, viene da pensare che si sia raggiunto il punto di non ritorno anche per l’Eurotower. Le implicazioni sistemiche di tutto questo, però, sono chiare: se le condizioni di salute di una o più banche europee sono tali da non permettere più alla Bce di poter offrire loro l’ossigeno necessario per vivere, come camperanno, visto che l’open market bancario europeo è completamente congelato da paura e diffidenza?

In compenso, nel 2011 i top manager di Bankia hanno guadagnato complessivamente 22 milioni di euro, proprio nell’anno in cui l’istituto ha registrato la peggiore perdita della storia economica spagnola: l’ex presidente, Rodrigo Rato, dimessosi all’inizio di maggio, ha guadagnato lo scorso anno 2,4 milioni di euro, buonuscita esclusa. Tutti meritatissimi, ovviamente. Ma se il ministro spagnolo dell’Economia, Luis de Guindos, ha negato che la Bce abbia respinto «alcun piano» sul salvataggio di Bankia, assicurando che il governo non ha presentato nulla al riguardo all’organismo europeo - «Bisogna dare retta al governo e non al Financial Times», ha chiosato indispettito, sapendo benissimo che il Financial Times è l’organo non ufficiale dei poteri forti quando devono mandare messaggi - il problema sussiste ed è enorme. Ed è di credibilità, visto che esattamente come i politici greci, anche quelli spagnoli sfuggono la realtà e raccontano frottole.

Sempre Luis De Guindos, come riportato da Reuters, ieri ha infatti confermato che Bankia verrà ricapitalizzata attraverso le obbligazioni emesse dal fondo salva-banche spagnolo Frob, spiegando che si tratta del medesimo meccanismo già utilizzato per altri salvataggi. Bene, ma dove troverà il fondo spagnolo per il salvataggi bancari - Fund for orderly bank restructuring (Frob) - i 23,5 miliardi di euro necessari per salvare Bankia, se in cassa gliene sono rimasti solo 5,3 e ci sono anche altre banche a cui prestare attenzione? Forse rivolgendosi al mercato obbligazionario, con lo spread che ieri sul Bonos decennale ha toccato quota 540 punti base? Se ci si vuole suicidare, questa appare la strada migliore.

Tanto più che il trend sembra ormai chiaro: le detenzioni di debito spagnolo da parte di investitori stranieri sono scese dal 50% al 37% da gennaio a oggi e ora Madrid fa i conti con il circolo incestuoso innescato dalle aste Ltro della Bce, visto che fino ad aprile le banche hanno tenuto in piedi lo Stato attraverso gli acquisti di bonds resi possibili dai 316 miliardi presi in prestito dall’Eurotower, mentre ora è lo Stato a dover tenere in piedi le banche. Surreale, ma innegabile. Anche perché la strategia che Madrid e parte delle autorità europee sembrano aver scelto appare quantomeno rischiosa, ovvero prendere tempo con ogni sotterfugio fino alle nuove elezioni greche, il cui esito secondo molti sarebbe destinato a calmare le acque. O sono elezioni truccate in stile bielorusso o non si capisce cosa garantisca questa prospettiva.