BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Spread, Italia sotto attacco per colpa della Spagna

InfophotoInfophoto

In compenso, Barclays Capital ritiene che il crollo del mercato immobiliare spagnolo sia solo a metà del suo cammino, prevedendo un altro -20%: il Centre for European Policy Studies va oltre, ritenendo che dei 400 miliardi di prestiti bancari al settore, circa 270 si tramuteranno in perdite per i bilanci degli istituti. Con lo Stato impegnato nel tentativo di salvare le banche agonizzanti, ben capite che la ratio debito/Pil spagnola andrà ben oltre il 100% e lo spread appare destinato a salire ancora, di fatto spingendo Madrid fuori dal mercato del finanziamento privato. Anche perché stando a calcoli di David Mackie per JP Morgan, un salvataggio spagnolo congiunto di Ue e Fmi che garantisca le necessità di finanziamento governativo lordo fino al 2014, includendo 75 miliardi di euro per le ricapitalizzazioni bancarie, porterebbe il conto a quota 350 miliardi di euro: il Frob ne ha 5,3, che si fa?

Il governo spagnolo spinge affinché la Bce riattivi il programma di acquisto sul mercato secondario al fine di calmare il differenziale e permettere a Madrid di finanziare il proprio debito a costi accettabili e gestibili sul medio termine, ma così facendo l’Eurotower tramuterebbe tutti gli altri creditori in subordinati e con l’esempio greco di fronte agli occhi - perdita del 75% per i detentori privati - il mercato trema. Certo, c’è da dire che un intervento limitato ma con potenza di fuoco in grado di spaventare la speculazione potrebbe riportare un minimo di calma, solo che occorre la benedizione della Germania in seno alla Bce.

Difficile darla per scontata, come ci conferma l’ultima trovata degli organismi europei di ieri: la Commissione europea esorta infatti gli Stati dell’eurozona a una maggiore integrazione dei rispettivi sistemi bancari fino alla creazione di una vera e propria Unione bancaria e attraverso la ricapitalizzazione diretta delle banche in difficoltà da parte del Fondo permanente di stabilità (Esm).

Lo dite voi a Berlino? Non c’è bisogno, a stretto giro di posta il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, ha ribadito il no secco a questa ipotesi di ricapitalizzazione. E poi, come prenderanno i mercati il fatto che la Commissione vuole bellamente bypassare il fondo Efsf per utilizzare l’Esm? Detto fatto, pochi minuti dopo che la proposta è stata rilanciata dalle agenzie di stampa, le Borse europee hanno perso mediamente l’1%. Attenzione, cari lettori, la sirena del pericolo rimanda flash rossi: ieri abbiamo rotto il livello psicologico del 6% all’asta di Btp decennali. Risuonano echi della scorsa estate. Con tempismo sospetto.

© Riproduzione Riservata.