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SCENARIO/ 2. Forte: così i mercati tengono ancora in pugno l’Italia (e Monti)

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Quando si tassano i capitali, il capitale perde valore e c’è un moltiplicatore. È una domanda che si fa agli studenti del secondo anno di università ed è quello che riguarda l’ammortamento delle imposte. Le imposte sulle cose alla fine restano lì, ma le imposte sui capitali diventano deflazioniste, riducono la capacità di acquisto, la capacità di indebitamento. È l’effetto deflazionistico dei tributi. Pensi che il governo Berlusconi è caduto perché il premier non voleva una patrimoniale sulla casa, si opponeva a questa. Ma in quei momenti c’era qualche ministro e qualche leader del centrodestra che aveva un istinto al suicidio.

 

In un primo momento, nelle prime settimane del “governo dei tecnici”, lo spread era sceso.

 

E lì c’è qualcuno che ha preso lucciole per lanterne. Lo spread era sceso per l’operazione che aveva fatto Mario Draghi con la Bce, non per il governo Monti. Un governo, ispirato da scelte politiche di sinistra, che è stato sopravalutato e che ora è sottovalutato, con un contraccolpo anche ingiusto, perché bene o male l’Italia è l’unico Paese che rispetta i patti. Di fatto, però, oggi sul governo Monti pesa questo contraccolpo e noi siamo costretti a tenercelo e non possiamo di certo andare a elezioni.

 

Secondo lei, i mercati stanno valutando tutto questo?

 

Ripeto: i mercati non saranno bravi come gli analisti bocconiani, ma sanno ragionare e hanno un fiuto che ti raccomando. Sanno benissimo che se si andasse in questo momento a nuove elezioni in Italia, dopo la tornata delle amministrative, ci sarebbe una sinistra vincente. Ai mercati non è piaciuta neppure la vittoria di Francois Hollande, non hanno una grande simpatia per la sinistra. Ricordo che qui in Italia ce l’aveva solo l’avvocato Gianni Agnelli, che ripeteva che per fare una politica di destra ci voleva un governo di sinistra. Chissà perché? Però all’estero queste cose non le capiscono. Vedono che si vuole anche mettere in crisi la maggioranza di centrodestra in Lombardia, attaccando Formigoni e non so se lo prendono come un segnale positivo. E tutto questo pesa nella valutazione che fanno gli operatori di mercato. Così lo spread sale, dopo una serie di tasse che ci ha lasciato tutti senza parole, non solo senza quattrini. Con in più un effetto contagio che deve essere ormai preso in considerazione.

 

È emersa una proposta a livello europeo su un Fondo fiduciario delle banche.

 

Questo sarebbe un fatto positivo. Ma bisogna vedere che cosa ne pensano i tedeschi. Adesso il problema sono le banche spagnole. Credo che con 15 o 30 miliardi si possano mettere in sicurezza. La speranza viene dalla Bce che potrebbe acquistare dei Bonos.

 

La sensazione, professore, è che questa situazione si stia avvitando sempre di più.

 

Penso che in caso di tempesta, Draghi e la Bce abbiano gli strumenti già pronti per intervenire. Quanto al nostro “governo dei tecnici”, preparato dai grandi media e dall’abilità manovriera di Napolitano, si sapeva già dove poteva portare. Dopo sette mesi siamo al punto di partenza, con qualche problema in più, e con molti soldi in meno. Ma ripeto siamo pure costretti a tenercelo per evitare qualche cosa di peggio.

 

(Gianluigi Da Rold)

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