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Economia e Finanza

FINANZA/ Anche Draghi "boccia" Monti e i suoi tecnici?

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

Questo governo è sbilanciato fortemente a sinistra. Una sinistra che si finge liberale, ma che non è neppure marxista, con al traino un sindacato corporativo. Ma quale volontà politica può esistere in questa maggioranza di partiti differenti e  con un governo sbilanciato a sinistra? L’ultima cosa che vuole questa sinistra è tagliare seriamente la spesa pubblica.

 

Ci si può domandare a questo punto quali sono gli obiettivi del Governo.

 

Guadagnare tempo e arrivare fino alla fine della legislatura, sperando che  il deficit per quest’anno vada abbastanza bene, rimanga nei limiti tollerabili. E poi andare alle elezioni sperando che vinca la sinistra, questa sinistra. Non ci sono altri obiettivi. Si sono infilati nella crisi del centrodestra e stanno ripetendo quello che avevano già fatto con il “ribaltone” e poi con Romano Prodi. In fondo, Mario Monti è una sorta di “Prodi laico”. Quindi tutto questo gran dannarsi in nomine e altre operazioni di marketing porterà al massimo a una limatura. Quella già annunciata e prevista di 4,5 miliardi di euro di taglio.

 

Ma era prevedibile che una figura come Mario Monti potesse imboccare una simile strada?

 

Penso che potesse agire in modo differente. Con le sue qualità di tecnico poteva mettere, ad esempio, il Pd con le spalle al muro, di fronte all’evidenza di certe necessità. Ma non lo ha fatto e non sembra che abbia intenzione di farlo. Probabilmente segue una linea che è cara ad alcuni ambienti industriali e finanziari, le banche ad esempio, che si sono collegati da tempo a una politica di sinistra. Tutto questo sta emergendo sempre di più. Vediamo come reagiranno gli italiani.

 

Sul fronte della tassa sulla casa, della nuova Imu, non ci sono buone notizie per il governo.

 

La lettura di questa tassa sulla casa deve essere fatta attentamente. In questo caso non c’è solamente la necessità di bilancio e il reperimento di nuovi fondi, tassando anche la prima casa. C’è probabilmente una scelta più sottile: quella di scoraggiare gli italiani a investire in futuro sulla casa e a dirottare i loro risparmi e investimenti sui titoli dei fondi della banche. Non è una novità. Sono anni che c’è qualcuno che pensa a questo.

 

(Gianluigi Da Rold)

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