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FINANZA/ Le tre "forbici" di Monti contro le lobby

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Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)  Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)

Ben venga il riconoscimento dei propri limiti e il tentativo di aumentare le forze in campo, ma resta un dubbio di fondo. Monti, che non è riuscito a superare le resistenze dei partiti e delle varie lobby, saprà dare una copertura adeguata alla sua nuova triade? Saprà sostenere questi tre emissari quando incontreranno ostacoli sul loro cammino? Non finiranno anche loro per incagliarsi nelle resistenze, più o meno occulte, della burocrazia?

Un auspicio - Alcuni problemi sono troppo grossi per essere affrontati globalmente. Le varie corporazioni sono abilissime nel coalizzarsi per difendere i loro privilegi. Per cercare di vincerle occorre utilizzare al meglio le vecchie regole del “divide et impera”. Occorre entrare nel merito, circoscrivere esattamente un problema, descriverne le cause e le conseguenze, individuarne le possibili soluzioni.

È quello che Monti sta provando a fare. Cerchiamo di ripercorrerne la logica, limitandoci al caso della spending review. Il Governo ha individuato in 80 miliardi la spesa rivedibile, cioè quella parte che rimane escludendo la grossa fetta di spesa che, per ragioni varie, è definita non rivedibile. Di questi 80 miliardi si è posto l’obiettivo di tagliarne il 9% su base annua. La quota annuale sarebbe pari a 7,2 miliardi e l’obiettivo, per i 7 mesi che decorrono dal 1° giugno a fine anno, è di 4,2 miliardi. Bondi ha dunque un compito preciso, quantizzato e da attuare entro l’anno in corso. Si tratta di una sfida non facile e che non deve essere sottovalutata, perché rappresenterebbe una prima inversione di un trend pluriennale.

Pur tra tutte le cifre di cui siamo bombardati sarà bene tenere in mente questo numero e vedere se Bondi riuscirà nella sua missione. Le credenziali sono buone perché ha dimostrato di saper risanare situazioni difficili e di non piegarsi neppure di fronte alle più potenti banche mondiali, come si è visto nel caso Parmalat. L’augurio è che Bondi sappia porre le varie realtà, chiamate a operare i tagli, di fronte alle loro responsabilità e a tagliare le varie vie di fuga, riuscendo a passare dagli auspici a un cambiamento consuntivabile e documentabile.

Conclusione - Tagliare è indubbiamente difficile. Tutti, però, concordiamo che è assolutamente necessario e per questo ci auguriamo che questo ulteriore sforzo possa produrre i risultati attesi. Quello che è in gioco non è solo un giudizio sul Governo, ma l’operato della triade avrà un impatto sulla qualità della vita che ci attende.



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COMMENTI
26/06/2012 - Una sola forbice? (franco colacchi)

Auspicherei una sola grande, grandissima, forbice: un taglio al carrozzone della sanità pubblica, quella che erode il 60% delle sostanze del Paese. Il cammino dovrebbe essere della responsabilità individuale non quella di favorire un assistenzialismo peloso. Le regioni sono dissanguate dai costi della sanità, portandoci ancora un modo di pensare veterocomunista, che non fa bene a nessuno. Monti non ha avuto il coraggio di toccare questo tasto, ma presto e tardi la strada è obbligata. Se la gente si rendesse conto che snellire la sanità all'essenziale, significherebbe meno pressione fiscale farebbe i salti di gioia, ma tanto c'è sempre qualcuno o qualcosa che da questo sfacelo ci guadagna alla grande. Per questo è difficile cambiare.