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Economia e Finanza

FINANZA/ Le tre "forbici" di Monti contro le lobby

Il governo di Mario Monti continua a essere troppo poco incisivo sul lato dei tagli alla spesa pubblica, per questo ha deciso di affidarsi a tre esperti. Il commento di PIETRO DAVOLI

Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)Enrico Bondi e Mario Monti (Infophoto)

Riuscirà Monti ad agire sulla spesa? - I giudizi sul Governo si dividono, ma tutti concordano che fino a oggi non è riuscito ad agire sulla spesa se non in casi marginali (per esempio, i tagli ai voli di Stato). Le province sembrano intoccabili; il finanziamento ai partiti, nonostante tutti gli scandali, sopravvive inalterato tra una miriade di proposte che con la loro eterogeneità finiscono per assicurarne il prolungamento; quando qualche proposta riesce a superare il vaglio parlamentare ci pensano coloro che devono applicarla a vanificare tutto.

Monti è troppo intelligente per non rendersi conto che così non può andare avanti e che, se vuole essere credibile, deve arrivare ad agire sul fronte della spesa, anche a costo di entrare in conflitto con qualche potere forte. Come sta pensando di affrontare il problema? Con il suo metodo, cioè definendo bene i termini della questione prima di affondare il bisturi.

Perché una nuova triade - Monti si è reso conto di non riuscire ad agire su una triade di problemi:

1) Il trasferimento di denaro a partiti e sindacati. È vero che bisogna rispettare le varie autonomie, ma come si può impedire che queste istituzioni continuino ad accumulare patrimoni notevoli e che li possano gestire al di fuori di ogni controllo? Chi meglio di Giuliano Amato, soprannominato “Dottor Sottile”, può trovare il bandolo di questa matassa?

2) Gli incentivi pubblici alle imprese. Oggi ne esistono una miriade ed è chiaro a tutti che molti rappresentano un puro spreco. Come evitare di tagliare, insieme ai rami secchi, parti vitali in un momento in cui le imprese devono affrontare troppe difficoltà? Occorre un economista affermato e che da lungo tempo prova a suggerire una razionalizzazione di questo tipo di erogazione: Francesco Giavazzi.

3) Spending review. A parte l’uso dell’inglese, inutile e irritante, la revisione della spesa pubblica finora non ha prodotto nulla di concreto. Ecco allora spiegata la ragione per la quale Monti ha reclutato “il miglior tagliatore di costi” che esista in Italia: Enrico Bondi.

Un dubbio di fondo - Come mai dei tecnici reclutano altri tecnici? Non finiscono per commissariare loro stessi? Monti, attraverso queste sue scelte, ha implicitamente riconosciuto di non aver risorse adeguate nell’attuale compagine governativa per affrontare e vincere queste tre sfide e ha deciso di rafforzare il suo staff con tre personaggi di rilievo. Ha preferito nominare dei commissari piuttosto che ritoccare la compagine governativa, ma, in realtà, questa triade rappresenta un prolungamento del Governo stesso.


COMMENTI
26/06/2012 - Una sola forbice? (franco colacchi)

Auspicherei una sola grande, grandissima, forbice: un taglio al carrozzone della sanità pubblica, quella che erode il 60% delle sostanze del Paese. Il cammino dovrebbe essere della responsabilità individuale non quella di favorire un assistenzialismo peloso. Le regioni sono dissanguate dai costi della sanità, portandoci ancora un modo di pensare veterocomunista, che non fa bene a nessuno. Monti non ha avuto il coraggio di toccare questo tasto, ma presto e tardi la strada è obbligata. Se la gente si rendesse conto che snellire la sanità all'essenziale, significherebbe meno pressione fiscale farebbe i salti di gioia, ma tanto c'è sempre qualcuno o qualcosa che da questo sfacelo ci guadagna alla grande. Per questo è difficile cambiare.