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IMU/ Una tassa contro il ceto medio, meglio la patrimoniale

Pubblicazione:domenica 6 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 6 maggio 2012, 11.30

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Guardi in questo caso il discorso è complicato. Le tasse sugli immobili in Italia sono effettivamente le più basse d'Europa. La situazione complessiva è grave e che si debba riscuotere le tasse è importante. Tuttavia forse era necessario avere uno sguardo più ampio. Una tassazione rivolta soprattutto sui ceti medio bassi, a questo punto mettiamoci anche la prima casa, è quella che fa crollare i consumi. Perché questi ceti sono i più forti consumatori, sono quelli che consumano di più. Forse ripensando a tanti discorsi fatti in questi mesi, era meglio fare una tassazione sui grandi patrimoni. Quella era probabilmente la strada da prendere. In tutto l'Occidente, stando a diverse dichiarazioni, c'erano pure i titolari di questi grandi patrimoni che si dichiaravano disponibili. Anche tutta questa vicenda della spending review non risolve i grandi problemi che ci troviamo di fronte.

 

Quando dice di allargare lo sguardo lei pensa solo a questo?

 

No, non solo a questo. Noi siamo in difficoltà per dei nodi strutturali che riguardano tutto l’Occidente. E di fronte alla pressione di certi oligopoli non se ne esce da questa situazione. Continuiamo a richiamarci a una sorta di purezza del libero mercato, ma senza correttivi o senza interventi significativi qui non si aggiusta nulla. Guardando alla situazione delle imprese in difficoltà ad esempio, come è possibile non modificare questo sistema bancario? La vera questione è un sistema bancario diverso. La banca di territorio, il credito cooperativo ha avuto per anni una funzione insostituibile nella vita delle imprese. Oggi tutto questo sembra scomparso. La finanza deve servire all'impresa, gli intermediari finanziari devono avere questo obiettivo, quello di essere un braccio d'aiuto all'impresa.

 

Ci sono nodi strutturali mondiali che in questi anni non sono stati neppure presi in considerazione e nei singoli Paesi ci si dibatte con una tassazione che sta diventando insopportabile.

 

Esistono due nodi strutturali che sono decisivi e che devono essere affrontati. Il primo è quello di dare al sistema finanziario delle nuove regole. Io resto stupefatto di fronte al silenzio assordante che c'è su questo punto. Il secondo problema è quello del costo del lavoro in Occidente rapportato ai Paesi emergenti. Si può risolvere con il tempo questo problema. Ma non si possono eludere questi due problemi.

 

(Gianluigi Da Rold)



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