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FINANZA/ Così Francia, Grecia e Spagna "eleggono" Il Prof al Quirinale

Il risultato delle elezioni che si sono tenute in Europa, unite alle condizioni economiche e finanziarie dell’Ue, spiega GIUSEPPE PENNISI, favorisce l’approdo di Monti al Quirinale

Giorgio Napolitano e Mario Monti (Infophoto) Giorgio Napolitano e Mario Monti (Infophoto)

Chi ha vinto le elezioni in Francia e in Grecia è il Presidente del Consiglio italiano, Mario Monti che ha di fronte a sé una strada ormai spianata verso il Quirinale (nel giugno 2013). Andiamo sinteticamente con ordine:

In Francia, dietro l’apparenza di un’alternanza serena, sono iniziate sette settimane di “coabitazione armata” sino al termine dei due turni delle elezioni per l’Assemblea legislativa. Successivamente, anche, e a maggior ragione, in caso della vittoria della gauche alle legislative, il Presidente François Hollande avrà serie difficoltà a mantenere impegni elettorali che comportano forti oneri per la finanza pubblica. Quindi, le tensioni continueranno e forse si aggraveranno tra le varie correnti del rassemblement delle sinistre.

In Grecia, i risultati elettorali hanno dato una forte affermazione ai vari partiti anti-austerity e anti-Ue. Anche se il Fiscal Compact è stato ratificato da Atene, non è ancora in vigore, perché mancano otto ratifiche di Stati membri dell’eurozona. Non è neanche in vigore l’accordo “taglia debito” per la Grecia, la cui validità effettiva scatta il 15 maggio. Due fondi francesi minacciano di non partecipare all’intesa: potrebbero essere il foro che fa crollare la diga. È difficile aspettarsi un’efficace “persuasione amichevole” da parte del Governo di Parigi (come spesso avvenuto in passato) proprio a ragione della “coabitazione armata” citata in precedenza.

È in corso un negoziato riservato sul debito spagnolo: servono 200 miliardi di euro presto (anzi prestissimo) per evitare l’insolvenza. I consiglieri di Hollande affermano che non è una delle loro prime preoccupazioni. Pure a Berlino si è soprattutto alle prese con le elezioni nei vari Länder e sulle prospettive di tenuta della coalizione. Il caos potrebbe essere innescato da disattenzione come in “La Guerre de Troie n'auras pas lieu” di Jean Giraudoux - una pièce teatrale che Hollande conosce bene.

In breve, oggi l’Europa è in mezzo a un guado simile a quello dell’aprile 1969 (referendum in Francia e uscita di scena del Generale De Gaulle): andare verso una forma di unione politica o perdere il suo “fiore all’occhiello” - quell’eurozona che assomiglia sempre più a una “simil-unione monetaria” invece che a una vera e propria unione monetaria quale sancita dalla teoria economica e dal diritto internazionale. Ambedue gli scenari (passi sostenuti verso l’unione politica-riforma profonda degli assetti monetari) richiedono lunghi negoziati per andare da una sponda all’altra del guado.


COMMENTI
08/05/2012 - Dio ce ne scampi! (Francesco Giuseppe Pianori)

Con Monti alla Presidenza della Repubblica, la fine dell'Italia sarebbe definitivamente (si fa per dire) sancita. Grazie a Dio nulla è definitivo e tutto passa; ma i tempi delle vacche magre sarebbero giunti. Io personalmente mi attacco al Papa e aspetto il martirio... Rosario quotidiano, Angelo di Dio ogni sera, Messa settimanale e pellegrinaggi mensili per scongiurare questa prova all'Italia. Ad ogni modo sono certo che il buon Dio ci ama anche con i Massoni al comando...cercherò in ogni modo di convincerLo ad allontanare da noi questo calice...Poi, se proprio dobbiamo salire in croce con Gesù, mi darà una mano, no?!