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GEOFINANZA/ Dagli Usa una nuova bolla a quattro ruote

Pubblicazione:martedì 8 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 8 maggio 2012, 13.34

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Insomma, grandi numeri e grandi aspettative per l’industria automobilistica: ma quei numeri snocciolati da Chrysler sono veri profitti oppure l’automotive Usa è soltanto la nuova grande bolla in lavorazione, con prestiti a consumatori che non saranno mai in grado di ripagare quei soldi? Stando all’ultimo report di Experian Automotive, rispetto al mercato dell’ultimo trimestre 2011, il credito al consumo nel settore sta sempre più allentando i cordoni delle garanzie, tassi di interesse per prestiti sia per auto nuove che usate stanno scendendo e la loro durata allungandosi. Inoltre, tutti i cittadini americani vengono valutati in base al punteggio Plus di Experian quando vanno a comprare un’auto, un credit score molto simile al sistema Fico. Le categorie sono cinque: super prime (più di 740 punti), prime (680-739), nonprime (620-679), subprime (550-619) e deep subprime (meno di 550 punti).

Bene, per quanto riguarda le auto usate, nell’ultimo trimestre del 2011 il compratore medio aveva rating 670, ovvero nonprime, mentre il finanziamento medio concesso è salito a 26.419 dollari per le auto nuove e 17.404 per quelle usate, con tassi d’interesse scesi al 4,52% per il nuovo e 8,68% per l’usato. Ancora, Experian conferma che rispetto a un anno prima, nell’ultimo trimestre del 2011 gli acquisti di auto nuove da parte di consumatori con valutazione nonprime o ancora più bassa sono saliti del 13,8%, contro il +8% delle auto usate. Stando a dati della Cnw, un’azienda di ricerche di mercato dell’Oregon, il rating di credito dei compratori di nuove auto, a metà del 2011 aveva toccato i suoi minimi da cinque anni, con gli acquirenti con valutazione sotto quota 670 punti base che contava per il 14,5% del totale.

Anche l’ammontare offerto a questi acquirenti è salito, arrivando a una media di 1.548 dollari per un’auto nuova e 772 dollari per una usata. Tanta è la voglia di vendere auto che i compratori con valutazione deep subprime, la peggiore, nel terzo trimestre del 2011 hanno visto scendere il tasso di interesse richiesto dello 0,89%, toccando quota 12,51%, contro il 9,55% per i subprime, il 6,34% per i nonprime, il 4,54% per i prime e il 3,29% per i superprime.

Bene, cosa c’entra Ally Financial in tutto questo discorso? Fino al marzo 2013, Ally gestirà le vendite a rate e finanziamenti al consumo per Fiat-Chrysler, la quale però deve aver capito che certe pratiche rischiano l’effetto bolla se, come sta accadendo, sta trattando per sostituire Ally con una joint venture tra Wells Fargo e Santander Holdings Usa. Ma sono anche altre le banche interessate al business, tra cui General Electric Capital Corp, U.S. Bancorp e JP Morgan Chase: d’altronde, Chrysler genererà prestiti per auto pari a 25 miliardi di dollari l’anno. Insomma, dalla gestione unica di Ally a un approccio multi-sigla per gestire la parte finanziaria.

Solo che Ally Financial non è un’istituzione finanziaria come le altre, bensì un banca salvata (meglio nota come Gmac) e ora controllata dal governo Usa al 74%, da cui ha ricevuto 17,2 miliardi di dollari di denaro pubblico per non andare a zampe all’aria per i prestiti immobiliari dell’era subprime. Di più, Ally ha rating al di sotto dell’investment grade, doveva quotarsi in Borsa nel 2011 per restituire parte dei soldi al Governo ma l’Ipo non è andata in porto e pare che stia per decidere la procedura fallimentare per la sua unità mutui, Residential Capital. In compenso, gli affari vanno a gonfie vele: basti dire che i nuovi leasing concessi nel primo trimestre dello scorso anno hanno superato del 59% quelli dell’ultimo trimestre del 2010. Ancora meglio il settore auto usate, con un rotondo +73%.


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COMMENTI
09/05/2012 - Una crosta di ghiaccio (ruggero mariani)

Ho la sensazione di trovarmi in mezzo al lago ghiacciato e camminare su una crosta di ghiaccio, che scricchiola e si crepa oramai da anni....e ancora < tiene>. Per poco, temo.