BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEOFINANZA/ Dagli Usa una nuova bolla a quattro ruote

Pubblicazione:martedì 8 maggio 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 8 maggio 2012, 13.34

Infophoto Infophoto

«I rischi di sovraccapacità nel mercato dell’auto americano sono marginali e se si escludono le preoccupazioni legate alla situazione macroeconomica dormo sonni tranquilli». Così l’amministratore delegato di Chrysler, Sergio Marchionne, ha risposto a un analista che durante la conference call sulla trimestrale della casa Usa controllata dalla Fiat gli chiedeva quale fosse il suo peggior incubo. E ancora: «Il mercato dell’auto Usa è incredibilmente razionale - ha evidenziato Marchionne - e se tutti ci stiamo confrontando con una domanda in aumento, nei nostri siti produttivi l’approccio è molto disciplinato e penso che tutto filerà liscio».

I numeri, in effetti, danno ragione al manager italo-canadese. Dati resi noti il 1° maggio dicono che Fiat Chrysler ha guadagnato il 20% nelle vendite in Usa, facendo registrare il miglior mese di aprile negli ultimi 4 anni e il venticinquesimo mese consecutivo di crescita, l’undicesimo con una quota superiore al 20%. In particolare, tutti i marchi, dalla Chrysler alla Jeep, dalla Dodge alla Ram Truck, oltre alla Fiat segnano incrementi nelle vendite rispetto all’aprile dell’anno scorso. Infine, il marchio Fiat in Usa fa registrare un aumento nelle vendite record, pari al 336% in più rispetto ad aprile 2011.

Eppure, stando ai dati elaborati da uno dei siti economici migliori del mondo, Fred, e immessi nel suo database alla voce “vehicle miles data”, sembrerebbe che il mercato automotive non sia poi così in salute. Guardate questo grafico, mette in paragone la variazione anno su anno delle miglia percorse e quella del Pil. Come potete notare, non si è mai registrato un calo così netto delle miglia percorse in un arco di tempo che non abbia registrato un calo equivalente del Pil.

 

 

Tant’è, le cifre parlano chiaro. Sicuramente sono la qualità delle auto prodotte (nonostante le quote di mercato parlino chiaro, modelli bread-and-butter come la Ford Fusion sono al top delle vendite) e una strategia di aggressione del mercato al centro di questo successo, ma una componente fondamentale del mercato automotive Usa è rappresentata dalla capacità e volontà dei cittadini statunitensi di indebitarsi per comprare un’automobile e da un nome: Ally Financial. Molti analisti automotive, infatti, a fronte di questi numeri si chiedono: da dove vengono quei soldi?

Lo scorso anno le vendite di automobili negli Usa sono cresciute del 10%, a fronte invece di una crescita solo frazionale del mercato immobiliare. Quindi, siamo di fronte a un cambio di abitudini da parte dei consumatori? Ed ecco entrare in scena Ally Financial, la quale è convinta di questo: i consumatori tendono a saltare più facilmente il pagamento di un rata del mutuo della casa piuttosto che quella dell’automobile, almeno così dicono i dati durante tutta la recessione. Due le motivazioni plausibili: le rate per le automobili sono più gestibili a livello di costo di una rata del mutuo, soprattutto se acceso a condizioni borderline prima del 2008. Secondo, il consumatore medio ha bisogno della macchina per lavorare. Nella sola California, in marzo, ci sono stati 29mila pignoramenti di case: forse, quella gente, ha preferito salvare ancora per un po’ l’auto.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
09/05/2012 - Una crosta di ghiaccio (ruggero mariani)

Ho la sensazione di trovarmi in mezzo al lago ghiacciato e camminare su una crosta di ghiaccio, che scricchiola e si crepa oramai da anni....e ancora < tiene>. Per poco, temo.