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GEOFINANZA/ Dagli Usa una nuova bolla a quattro ruote

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Non ha dubbi sulla bontà della strategia, il presidente di Ally, William Muir, secondo cui «la gente deve scordarsi l’accostamento tra la parola subprime e la parola disastro. Il mercato del prestito auto subprime è decisamente attraente e i margini di profitto dei nostri prestiti coprono ampiamente i rischi in caso di non pagamento da parte del debitore. Inoltre, offrire prestiti sulle auto usate fa affezionare i clienti all’azienda». Sembrano gli stessi argomenti molto in voga nel mercato real estate nel 2003, ma tant’è, Ally sta non solo offrendo sempre più prestiti ad acquirenti subprime, ma anche finanziando sempre più acquisti di auto usate, con il target preciso di salire a quota 50%, dal poco più del 20% attuale.

Peccato che rispetto a concorrenti più solidi, Ally non solo ha costi di finanziamento di parecchi punti maggiore, ma utilizza molto denaro proveniente da mercati del credito variabili: nel corso dello scorso anno ha pagato un tasso d’interesse medio del 5,16%, annualizzato, sulle sue liabilities, più di cinque volte quanto pagano JP Morgan Chase o Wells Fargo, secondo prestatore nazionale per il settore automotive: non a caso, i due soggetti che puntano a soppiantare Ally nel rapporto con Chrysler. Inoltre, non avendo un network di filiali, Ally dipende molto dal prestito sul mercato dei bonds e non dei depositi: per attrarre clienti, Ally paga sui depositi l’1,83% contro ilo 0,53% di JP Morgan Chase e lo 0,38% di Wells Fargo.

Per tentare di colmare questo gap, Ally aveva pensato ad acquisire Ing Direct, che gode di maggior depositi, ma anche in questo caso i costi non erano paragonabili a quelli delle grandi banche. Infine, Ally paga il suo stretto legame con General Motors, la quale nel 2010 è sì pesata per metà dei suoi prestiti, ma ha anche acquisito AmeriCredit, istituto destinato a diventare il suo nuovo finanziatore in-house per il credito al consumo dal 2013, ovvero da quando dovrebbe terminare anche il contratto con Chrysler. «Ally è il tipo di azienda che avrà certamente bisogno dell’ambulanza del governo a un certo punto in futuro, non so quanto presto o tardi ma so che accadrà», ha confermato a Reuters, James Ellman, manager alla Seacliff Capital a San Francisco.

Difficile dargli torto, visto che Ally ha avuto bisogno di aiuto governativo per tre volte durante la crisi finanziaria a causa del collasso del ramo mutui subprime. E anche visto il comportamento di altre banche, come ad esempio JP Morgan che nel primo trimestre già dello scorso anno aveva tagliato del 24% i suoi nuovi prestiti per auto rispetto allo stesso periodo del 2010, scendendo a quota 4,8 miliardi di dollari. Di contro, Ally nello stesso trimestre aveva prestato 11,6 miliardi di dollari, su del 93% rispetto all’anno precedente: i prestiti di Ally pesano per il 10% del totale negli Usa per quanto riguarda il ramo automobili, stando a Experian. Sempre nel primo trimestre del 2010, il volume delle auto usate di Ally era salito del 128% rispetto a un anno prima. A conti fatti, Ally ha 56 miliardi di dollari di prestiti per automobili nel suo bilancio, tre volte il suo valore di circa 20 miliardi di dollari.

Questa politica di prestito e acquisto ha aiutato non solo la ripresa del mercato automobilistico Usa, ma anche il rialzo dei prezzi, ai massimi da sempre lo scorso anno, stando a rilevazioni di Manheim Consulting. «Il rischio, con prezzi a questo livello, è che c’è un solo posto dove possono andare: giù. E un crollo del prezzi delle auto usate potrebbe tramutarsi in più alte perdite, quando i creditori andranno in default», sentenziano alla Crt Capital. Ecco spiegato l’attivismo di Fiat-Chrysler nel dire addio ad Ally, ma anche i numeri record del mercato automotive Usa: durerà o si tratta dell’ennesimo record creato da una bolla? Sarà per seguire questo modello che Peugeot, Citroen e Volkswagen hanno utilizzato i loro rami finanziari per partecipare alle aste Ltro della Bce? Stiamo diventando americani?



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COMMENTI
09/05/2012 - Una crosta di ghiaccio (ruggero mariani)

Ho la sensazione di trovarmi in mezzo al lago ghiacciato e camminare su una crosta di ghiaccio, che scricchiola e si crepa oramai da anni....e ancora < tiene>. Per poco, temo.