BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TERREMOTO EMILIA/ Solinas (Unimore): ora un’economia rischia di scomparire

Pubblicazione:venerdì 1 giugno 2012

Infophoto Infophoto

TERREMOTO EMILIA ROMAGNA. Ci sono luoghi in cui l’economia è indissociabile dal temperamento delle persone che vi abitano, e ne rappresenta le migliori qualità. E, quando viene duramente colpita e una parte si dissolve, anche parte di quei luoghi se ne va. Nel modenese, questo andrà evitato. A tutti i costi. Non si contano i capannoni crollati, le aziende paralizzate, gli imprenditori disperati e i lavoratori senza lavoro a causa dei terremoti che, a distanza ravvicinata, hanno sconvolto la vita di migliaia di abitanti. La Confindustria locale ha fatto stimato una perdita di due miliardi e di un punto di Pil. Il commento di Giovanni Solinas. 

Trova attendibili i dati di Confindustria?

Per il momento non è possibile fare una stima attendibile del potenziale danno economico. Se ne ha una percezione, ma una quantificazione dei danni effettivi, ad oggi, non c’è. Si tratta di dati che vanno presi con le pinze.

Perché, secondo lei, il sindacato degli industriali ha deciso di esporsi diffondendoli?

Perché fa il suo mestiere. Deve tutelare le imprese che rappresenta e, giustamente, fa presente che la situazione è grave. E lo fa lanciando un allarme  legato alle cifre. in ognicaso, che il settore produttivo modenese sia stato gravissimamente colpito non è in discussione.

Quali aziende, in particolare?

I danneggiamenti sono stati trasversali e hanno riguardato gran parte delle imprese simbolo dell’economia della zona: il biomedicale, la produzione di Parmigiano Reggiano, la meccanica, l’agroalimentare. Pochi, inoltre, hanno sottolineato come la liquefazione delle sabbie, con l’emersione di liquami, abbia rovinato diverse coltivazioni. Anche in tal caso, tuttavia, non siamo ancora in grado di fare una stima precisa. Tra tutti, in ogni caso, il settore maggiormente a rischio, probabilmente, è il biomedicale.

Perché?

Il comparto, già penalizzato dai problemi di liquidità derivanti dall’insolvenza delle pubbliche amministrazioni, potrebbe, per una sua peculiarità, rischiare di essere messo in ginocchio dal sisma. Si tratta di un campo, infatti, in cui i ritardi nelle consegne non sono accettabili. Una fornitura di una medicinale ad una qualunque ospedale nel mondo, infatti, non è interrompibile. La multinazionali, che hanno un peso estremamente rilevante nel settore, potrebbero decidere, semplicemente, di rivolgersi a qualcun altro. 

Ci saranno altre conseguenze?


  PAG. SUCC. >