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FINANZA/ 2. Buesa Blanco: il "salvataggio" dell'Ue? Potevamo fare anche senza…

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Prevedere le conseguenze è molto difficile. In linea di principio, il finanziamento europeo a un tasso di interesse tra il 3% e il 4% dovrebbe far abbassare il costo del debito pubblico spagnolo. Se così fosse migliorerebbero le prospettive di finanziamento internazionale del settore privato e, di riflesso, si favorirebbe l’attività produttiva e quindi la crescita dell’economia spagnola. Ma è anche vero che ci sono fattori psicologici che influenzano gli operatori finanziari (Keynes diceva che i banchieri sbagliano sempre tutti nello stesso momento) che potrebbero portare a un’interpretazione dominata dalla sfiducia.

 

In questo caso cosa potrebbe accadere?

 

Il ragionamento potrebbe essere: se la Spagna ha dovuto chiedere aiuto all’Europa è perché la solvibilità del suo sistema finanziario è problematica e perché lo Stato non è in grado di affrontare un aumento del suo debito. Pertanto si direbbe che la Spagna non è affidabile e torneremmo ad avere incertezza e una speculazione con prospettive ribassiste. Speriamo che ciò non accada, ma non è un’ipotesi che si può scartare.

 

Vedendo la situazione dalla Spagna, secondo lei l’euro ha possibilità di sopravvivere?

 

Credo che l’euro sopravviverà, anche se questo richiederà cambiamenti istituzionali per rafforzare gli impegni di stabilità nei paesi europei, per coordinare meglio la politica fiscale e per aumentare il ruolo della Banca centrale europea nel campo della vigilanza bancaria.

 

(Lorenzo Torrisi)

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