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CRISI/ Sapelli: la "controriforma" per salvarci da banche e prof

Pubblicazione:martedì 12 giugno 2012

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Ai distratti giornalisti italici, soprattutto a quelli economici, è sfuggito il fatto che qualche giorno fa il Parlamento europeo ha votato una dichiarazione bipartisan, ossia votata dalla maggioranza del Ppe e da tutto il Pse, che richiedeva la riforma dello statuto della Bce e l’inizio di una politica di forti stimoli alla crescita. Il fatto straordinario è che la Commissione europea, ai cui tavoli siedono Commissari e Ambasciatori, non ha neanche preso in considerazione queste deliberazioni. Questo vuol dire che alla Commissione della volontà degli eletti del popolo sovrano non è importato assolutamente nulla. E devo dire che anche i singoli partiti nazionali, per quel che posso seguire con i miei poveri mezzi attraverso la stampa nazionale europea, non hanno sollevato alcuna questione.

Quindi, oltre a esserci un problema di malfunzionamento della poliarchia rispetto ai poteri situazionali di fatto - ossia le banche e le grandi imprese che prevalgono sulla volontà dei parlamenti - la poliarchia a livello europeo registra uno sbilanciamento a favore delle istituzioni non elettive piuttosto che di quelle elettive. Si aggiunga poi che chiunque conosca l’inquinamento da patronage, e quindi da incompetenza clientelare superpagata di cui è affetta la tecnostruttura europea, non si può meravigliare che l’angoscia pervada le persone consapevoli. È una fortuna che la consapevolezza sia solo di una minoranza, perché se no avremmo l’esplosione della microviolenza di massa oppure il dilagare della depressione psichica di intere comunità.

Quindi le aspettative che si stanno creando sulla riunione del 28 giugno in Europa, dove la Commissione europea dovrebbe prendere definitive misure per scongiurare la crisi, proprio non le capisco. Lo ho già detto mille volte: se non si riforma lo statuto della Bce e insieme non si spaccano in due le grandi banche che ci hanno portato al crollo e, ancora, non si inizia a creare uno tsunami di spesa pubblica, infrastrutturale e non, e di detassazione sul capitale e sul lavoro, la depressione europea dilagherà in tutto il mondo, sino a sommergere il nido dell’aquila di Berchtesgaden, dove Eva Braun e Hitler passarono giornate indimenticabili al Berghof. Il che sarebbe veramente qualcosa di tragico, ma che in ogni caso ci ricorda che una nuova guerra è in corso.


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COMMENTI
13/06/2012 - no voto-no vecchiume (giovanni luig zerbato)

bisognerebbe inoltre ricordare quotidianamente che il popolo ha votato per 40 anni sempre gli stessi in modo ideologico,ovvero anche se di me..a va bene purchè sia il mio, e ora se ne pagano le conseguenze...e di certo il risultato non è migliore con i supposti tecnici...per cui prima non andiamo a votare così si cambierà classe politica e solo dopo potremo criticare la germania. o rivoterete craxi, bersani, berlusconi, d'alema, casini.....e si dirà colpa dei cattivoni...? gianni z.

 
12/06/2012 - se guerra è..., guerra sia... (Angelo Manara)

solo che abbiamo bisogno di generali, non di ragionieri, perciò o Monti si mette le stellette () o lasci ad altri. Magari a quelli eletti dei quali ha 'usurpato' il posto grazie alla amicizia del nuovo fuhrer. Che la Merkel sia il nuovo HITLER ormai l'abbiamo capito tutti, ma quante V2 dobbiamo ancora lasciarle sparare? Fino a quando questo delirio di falso moralismo ? Si tratta ormai di un palese attentato alla nostra cultura, alle nostre ricchezze, al nostro modo di vivere, una guerra terroristica condotta col puro scopo di deprimere per poi di ac-(con-)quistare. Certo non siamo senza peccato, ma che giova uccidere il peccatore? Eppure spesso non siamo peccatori ma stupidi: chi compra una BMW o una AUDI o una WV è un traditore? Si lo è , stupidamente lo è perché fornisce soldi a della gente che li usa contro di noi. Ma pensate alla presa per i fondelli del 'salvataggio' della Spagna: noi siamo molto meno implicati dei tedeschi in Spagna e paghiamo quanto loro, insomma salviamo noi gli spocchiosi tedeschi. E' ora di muoversi, di colpire gli interessi economici della germania in casa nostra, insomma di attuare un vero boicottaggio. No al made in Germany, tanto i Giapponesi lo fanno molto meglio. Basta con l'ipocrisia del politically correct che ci porta alla rovina : è ora dei calci nel sedere e di qualche cazzotto ben assestato! e perché no, anche qualche siluro! (metaforico ovviamente), ma i calci ... vanno bene anche quelli veri!!