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Economia e Finanza

CRISI/ Sapelli: la "controriforma" per salvarci da banche e prof

La crisi non sembra poter migliorare con i rimedi che sono stati messi finora in campo. GIULIO SAPELLI ci spiega cosa andrebbe fatto per dare una svolta alla situazione europea

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Nella lingua di Goethe debito significa anche colpa: Schuld. È questo l’immaginario collettivo che guida la signora Merkel e il signor Schäuble e buona parte del laboriosissimo e satollo popolo tedesco in questo terribile frangente, in questi terribili tempi di inizio millennio. Ho il tremendo sospetto che i tedeschi pensino che anche la situazione spagnola, che si va aggravando sempre più, sia questione di colpa o di non colpa, ossia un fenomeno che dipende soltanto dall’antropologia dei popoli e non invece dai meccanismi di una crisi che è diventata drammatica per la caduta della capacità di autoregolazione del capitalismo mondiale. Ma ce n’è anche per i paesi non capitalistici, dato che persino dalla Cina giungono notizie tempestose: la banca centrale abbassa i tassi di interesse e per la prima volta nella sua storia il partito comunista cinese sarà costretto a rinviare il suo congresso per le divisioni nel suo seno provocate dalla paura che la crescita si interrompa.

Obama e Bernanke dagli Usa attaccano l’Europa perché temono che l’inizio della depressione europea metta in crisi i deboli segni di ripresa dell’economia americana. In tutti i paesi del mondo, anche quelli che un tempo correvano più degli altri (i Brics) la crescita o si è interrotta o presenta gravi problemi o la depressione trionfa. Siamo arrivati al punto che l’unico Paese al mondo che non ha questi problemi è il Canada, dove, guarda caso, il sistema bancario è in larghissima misura di tipo cooperativo e non ha provocato, come altrove, la strage degli innocenti, di cui sono stati attori le banche capitalistiche.

Per quanto riguarda l’industria e per capire la situazione in cui siamo bisogna ricordare due cose. La prima è che a livello mondiale ci avviamo verso una colossale depressione che durerà molti anni, ossia come diceva Keynes, una situazione in cui staremo sempre a mezzo tra sprazzi di timida ripresa e passeggiate sull’abisso della catastrofe. Che questo sia vero io ne sono convinto da sempre, ossia da quando trent’anni fa ho cominciato a studiare Keynes e poi Minsky, ma ora sono convinto di essere nel giusto quando leggo sul Financial Times dell’8 giugno di quest’anno che anche uno dei padri del liberismo dispiegato, ossia Samuel Brittan, è d’accordo con le tesi che Paul Krugman espone nel suo ultimo libro testé edito negli Usa: End this depression now! Se lo dice Brittan, e non solo Sapelli, vuol dire che solo le ricette neokeynesiane possono salvarci e che la Merkel deve essere posta nell’impossibilità di nuocere. Eppure, per la signora Merkel il debito vuole ancora dire colpa. Senza una decisa azione politica mi sembra difficile superare questa situazione.


COMMENTI
13/06/2012 - no voto-no vecchiume (giovanni luig zerbato)

bisognerebbe inoltre ricordare quotidianamente che il popolo ha votato per 40 anni sempre gli stessi in modo ideologico,ovvero anche se di me..a va bene purchè sia il mio, e ora se ne pagano le conseguenze...e di certo il risultato non è migliore con i supposti tecnici...per cui prima non andiamo a votare così si cambierà classe politica e solo dopo potremo criticare la germania. o rivoterete craxi, bersani, berlusconi, d'alema, casini.....e si dirà colpa dei cattivoni...? gianni z.

 
12/06/2012 - se guerra è..., guerra sia... (Angelo Manara)

solo che abbiamo bisogno di generali, non di ragionieri, perciò o Monti si mette le stellette () o lasci ad altri. Magari a quelli eletti dei quali ha 'usurpato' il posto grazie alla amicizia del nuovo fuhrer. Che la Merkel sia il nuovo HITLER ormai l'abbiamo capito tutti, ma quante V2 dobbiamo ancora lasciarle sparare? Fino a quando questo delirio di falso moralismo ? Si tratta ormai di un palese attentato alla nostra cultura, alle nostre ricchezze, al nostro modo di vivere, una guerra terroristica condotta col puro scopo di deprimere per poi di ac-(con-)quistare. Certo non siamo senza peccato, ma che giova uccidere il peccatore? Eppure spesso non siamo peccatori ma stupidi: chi compra una BMW o una AUDI o una WV è un traditore? Si lo è , stupidamente lo è perché fornisce soldi a della gente che li usa contro di noi. Ma pensate alla presa per i fondelli del 'salvataggio' della Spagna: noi siamo molto meno implicati dei tedeschi in Spagna e paghiamo quanto loro, insomma salviamo noi gli spocchiosi tedeschi. E' ora di muoversi, di colpire gli interessi economici della germania in casa nostra, insomma di attuare un vero boicottaggio. No al made in Germany, tanto i Giapponesi lo fanno molto meglio. Basta con l'ipocrisia del politically correct che ci porta alla rovina : è ora dei calci nel sedere e di qualche cazzotto ben assestato! e perché no, anche qualche siluro! (metaforico ovviamente), ma i calci ... vanno bene anche quelli veri!!