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FINANZA/ 1. Italia, dieci ragioni per cominciare a tremare

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Accidenti, cos’è questo mortorio? Ma come, l’Ue per una volta agisce rapidamente e sgancia fino a 100 miliardi per salvare il sistema bancario spagnolo e l’euforia sui mercati dura solo un paio d’ore? Addirittura, all’ora di pranzo la Borsa di Milano virava in negativo fino a chiudere le contrattazioni al -2,79% e lo spread, sceso in mattinata al minino di 422 punti da 438 dell’apertura, veleggiava a quota 465, salvo chiudere a 473, portando il rendimento dei nostri decennali sopra la quota psicologica del 6%. Ma cosa diavolo vogliono questi maledetti mercati per tranquillizzarsi, il sangue? No, solo un po’ di realismo e la fine delle pantomime politiche. Vediamo qualche punto di criticità.

Primo, la Spagna dovrà sottoporsi ai controlli della troika come tutti gli altri paesi europei che hanno ricevuto aiuti, lo ha detto chiaro e tondo il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. Quindi, un bello stigma per i mercati che verrà scontato sulla curva dello spread iberico, esattamente come accaduto per i tre Pig. Indirettamente, infatti, Schaeuble ha smentito i proclami di vari esponenti del governo di Madrid in merito al piano di sostegni che intende chiedere all’Ue. In particolare, il ministro del Bilancio spagnolo, Cristobal Montoro, aveva sostenuto che in Spagna non sarebbero arrivati i “men in black” della troika, come in Grecia, Irlanda e Portogallo. «Ci sarà una troika come è avvenuto in altri casi. In questo modo - ha detto Schauble - verrà monitorato il programma che si esegue», posto che questo monitoraggio in Spagna sarà appunto limitato alla gestione del settore bancario, laddove nei paesi che sono stati “salvati” riguarda tutta la politica economica e le riforme. Temo che i mercati non terranno troppo in considerazione questa sottile, ancorché decisiva differenza.

Secondo, «il piano di aiuti europei che la Spagna ha annunciato di voler chiedere a favore delle sue banche evidentemente avrà un impatto sul debito pubblico». Lo ha affermato non il sottoscritto, ma il portavoce del vicepresidente della Commissione europea, Olli Rehn, responsabile per gli Affari economici e euro. E sapete di che cifretta stiamo parlando? Attualmente il debito spagnolo è di 1178 miliardi di euro, mentre dopo il salvataggio salirà a 1858, pari a una ratio debito/Pil del 146,60%!



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