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FINANZA/ 2. I numeri che bocciano il "salvataggio" della Spagna

Pubblicazione:martedì 12 giugno 2012

Mariano Rajoy (Infophoto) Mariano Rajoy (Infophoto)

Perché a Mariano Rajoy e a Luis de Guindos non piace parlare di aiuti? Non per orgoglio hidalgo che ama risolvere tutto con un sonoro “Olà!”, ma per il timore che la troika - Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale - mettesse troppo il naso nei conti spagnoli: si sarebbe accorta che il disavanzo delle pubbliche amministrazioni sta per raggiungere, nel 2012, non il 5,3% del Pil concordato con il resto dell’eurozona ma l’8-9% e che lo stock di debito pubblico in rapporto al Pil si avvicinerà al 100% nel 2014. Avrebbe anche messo le mani su tante altre cattive statistiche e imposto un programma di rigore (sul tipo di quelli che stanno seguendo Irlanda, Portogallo e Grecia, nonché la stessa Italia).

Perché la troika ha fatto finta di non capire il marchingegno? Nel pasticciaccio brutto ci sono coinvolte troppe banche di altri paesi dell’eurozona; il timore quindi di contraccolpi pesanti in caso di tracollo di istituti spagnoli. Secondo Nomura Research, le banche del resto dell’eurozona rischiano (dalla crisi spagnola) ben 400 miliardi di euro (di cui un terzo a valore su istituti britannici, francesi e tedeschi - 20 a valere su istituti italiani).

Sino a quando tutti fanno finta e ne sono consapevoli - come in “Così fan tutte” di Mozart-Da Ponte -, il gioco regge. Sempre, però, che i numeri siano corretti. Un rapporto di Crédit Suisse ingenera seri dubbi. In breve, il 9 giugno gli istituti spagnoli maggiormente esposti nei confronti del settore delle costruzioni avrebbero dovuto effettuare accantonamenti prudenziali per 150 miliardi di euro, a cui aggiungere altri 50-70 miliardi di euro di ricapitalizzazioni. Ossia un totale di 200-220 miliardi di euro - oltre il doppio della linea di credito concessa.

Lasciamo da parte gli “Olà”. E intoniamo una canzonaccia della goliardia americana: This is number one/ and the fun has just begun - Il divertimento (amaro) è iniziato e ne vedremo delle belle.



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