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FINANZA/ 2. Fortis: Italia e Francia, è ora di scaricare la Germania

L’Italia sembra ormai nel mirino dei mercati. MARCO FORTIS ci spiega che il nostro Paese, alleandosi con la Francia, potrebbe trovare il modo di frenare gli attacchi della speculazione

Francois Hollande e Mario Monti (Infophoto) Francois Hollande e Mario Monti (Infophoto)

Alla fine, il bollettino dei mercati di ieri non è così tragico come quello di lunedì. Tuttavia, Piazza Affari è risultata ancora la maglia nera d’Europa (-0,7%) e lo spread Btp-Bund ha toccato i 490 punti base. Sembra inevitabile parlare di un’Italia “nel mirino” dei mercati. Ma com’è possibile che un problema della Spagna si sia trasformato in un guaio per il nostro Paese? «Il problema di fondo è quello che potremmo definire del continuo “gioco del cerino”: non si lascia nemmeno il tempo di sedare una crisi in uno Stato che i mercati già si proiettano sull’attacco speculativo sul Paese successivo. E, purtroppo, dopo la Spagna c’è l’Italia. Poi, sempre che l’Eurozona resista, sarebbe il turno della Francia. Purtroppo in Europa sembra esserci un’incapacità cronica di porre un argine significativo alla speculazione».

Secondo lei, perché avviene questo?

Principalmente perché la Germania oppone una serie di obiezioni a qualunque tipo di provvedimento che consenta di creare una barriera efficace. Non si capisce bene se questo dipenda da incapacità strategica e debolezza politica della Merkel oppure da un preciso comportamento predatorio, dato che in questa situazione il rendimento dei nostri titoli decennali è arrivato al 6%, mentre per i Bund è inferiore al 2%. In questo modo si stanno creando le condizioni per gettare nel panico i cittadini e i risparmiatori europei, prima ancora che i mercati. Questo non è certo un atteggiamento degno di un Paese che voglia essere leader dell’Europa. E non è tutto.

A che cosa si riferisce?

Stamattina (ieri, ndr) ho visto un giornalista tedesco sostenere su un’emittente tv italiana che la montagna di crediti che Berlino vanta verso il sud Europa sarebbe determinata dalla fuga di capitali da questi paesi verso la Germania. Ma è una menzogna: si sa che il credito è stato creato dall’accumularsi dei surplus commerciali che la Germania ha generato in questi anni verso i propri paesi partner. I surplus commerciali bilaterali con Grecia, Portogallo e Spagna sono stati di 300 miliardi di euro dal 1999 al 2011. Vuol dire che questi paesi sono stati bacino di vendita per molti prodotti tedeschi, in prevalenza attraverso i debiti. E oggi Berlino li tratta come “estranei” e li porta verso la recessione.

I nostri fondamentali sono comunque buoni.

Certo. L’unica “colpa” che sembrano avere le nostre banche è quella di possedere titoli di stato italiani. Ma va ricordato che sono 20 anni che il debito pubblico italiano sul Pil è sostanzialmente stabile, mentre gli altri paesi l’hanno aumentato. Da 20 anni, poi, continuiamo regolarmente a pagare gli interessi sul debito, anche perché abbiamo prodotto un avanzo primario pari a 60 punti di Pil (contro i 10 della Germania). La verità sta nei numeri ed è più importante delle convinzioni di alcuni intellettuali nostrani che si rivelano molto dannose: le stesse argomentazioni di noti professori editorialisti del nostro Paese le ho ritrovate, infatti, su un giornale tedesco, in un articolo che criticava l’Italia.

Come si può uscire da questa situazione?


COMMENTI
13/06/2012 - più coraggio (Fabrizio Terruzzi)

Sono d'accordo. Monti dovrebbe avere il coraggio di parlar più chiaro a chi di dovere (Merkel). Proseguire in questo modo con continui attacchi speculativi, fin troppo scontati, e con provvedimenti estemporanei che tamponano in qualche modo la situazione senza risolvere definitivamente niente, non ha senso ed è troppo costoso. Tanto vale parlar chiaro alla Germania: o è disposta a impegnarsi a fondo per riequilibrare la situazione e permettere ai più deboli di ridiventare competitivi, che altrimenti schiaccerà sempre di più, o tanto vale azzerare tutto. La soluzione alternativa è che sia lei ad uscire dall'Euro, così il nuovo DM rivaluterà del 50% e saremo tutti contenti.