Economia e Finanza
giovedì 14 giugno 2012
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«Bisognerebbe comprarle, non prestargli dei soldi» L’opinione di Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, sulla ricapitalizzazione delle banche spagnole è fuori dagli schemi. «Invece di mettere a disposizione crediti per 100 miliardi di euro, l’Efsf (l’European Financial Stability Facility, più conosciuto come il Fondo salva Stati, ndr) dovrebbe ristrutturarle. Iniziando a eliminare le incrostazioni politiche, perché gran parte degli istituti spagnoli sono condizionati o gravitano nella sfera d’influenza dei partiti e dei vari poteri regionali. In molte delle banche spagnole, come gli istituti del credito cooperativo confluiti in Bankia, i buchi di bilancio non derivano solamente dall’aver prestato soldi alla famiglie; sono stati finanziati, ad esempio, costruttori locali che hanno realizzato impianti turistici. Andrebbe capito, anzitutto, come sono stati persi quei soldi e perché. Altrimenti prestargli dei soldi potrebbe non servire».
La vigilanza europea non basta?
Il problema è che una vera e propria vigilanza europea non c’è mai stata.
Quindi è d’accordo con Claudio Borghi che, su queste pagine, si è chiesto cosa stesse facendo l’eurosistema, invece di vigilare, quando le banche spagnole contribuivano a determinare la bolla immobiliare.
Oggi esiste l’Eba (European Banking Authority, ndr). Che, tuttavia, ha un potere puramente consultivo. Per intenderci, non può verificare i bilanci degli istituti e scoprire se ci siano buchi. Di conseguenza, il governo precedente, e in parte questo, hanno tenuto a lungo nascosta l’effettiva situazione.
Ma su questi prestiti la Germania non sembra aver posto particolari obiezioni al salvataggio.
Perché le banche tedesche e francesi vantano circa 250 miliardi di crediti nei confronti del sistema creditizio iberico e ne metteranno sul piatto molti meno.
E all’Italia quanto toccherà pagare?
Se, effettivamente, sarà adottato l’Efsf, che prevede una quota fissa nazionale, e se il finanziamento corrisponderà effettivamente a 100 miliardi complessivi (benché la Spagna ne abbia chiesti solo 40) dalle nostre tasche dovremo tirare fuori 17 miliardi. E dovremo reperirli emettendo nuovo debito. Sul quale ci toccherebbe pure pagare gli interessi.
La cifra di cui dispone il Fondo, quindi, è virtuale? Ovvero, va erogata di volta in volta?
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