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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Dal Mississippi una “sberla” al rigore della Merkel

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Sarebbe una grave ferita per la costruzione europea, che sarebbe ritardata di molti anni. Non è possibile uscire dall’euro e nello stesso tempo restare nell’Europa come se nulla fosse. Il vero problema è che di fronte alla crisi, la Germania deve mostrare maggiore flessibilità e cambiare leggermente le regole. I mercati capirebbero, a condizione che finito il momento difficile si ritorni alle norme precedenti.

 

Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha richiesto “equilibrio fra il debito comune e il controllo”. E’ d’accordo con lui?

 

Assolutamente no. Quella di Weidmann è un’idea sbagliata di quelli che dovrebbero diventare gli Stati Uniti d’Europa, che si basa sull’idea che il sistema degli Stati Uniti d’America funzioni secondo determinati criteri. In realtà non è affatto vero per due ragioni, la prima delle quali è che gli Usa sono arrivati a un sistema federale dopo circa 150 anni dalla loro nascita. Fino al 1910 in America la tassazione federale era pari a circa il 2% del Prodotto interno lordo, e ogni Stato manteneva gelosamente il controllo di entrate e uscite. Gli Stati erano ancora culturalmente molto diversi e si sapeva che per tenerli uniti occorreva lasciare loro una certa autonomia. Solo dopo una guerra di secessione e un avvicinamento tra i vari Stati, anche per merito di un miglioramento dei trasporti, è aumentata la presenza dello Stato federale.

 

In che modo?

 

Ancora oggi ogni anno in America gli Stati più ricchi trasferiscono circa il 10% del loro Pil a quelli più poveri, che sono sempre gli stessi. Il Mississippi è lo Stato più povero oggi come lo era 100 anni fa, e pur avendo adottato diverse riforme non è diventato come Massachusetts o California. A nessuno viene in mente di chiedergli che ciò avvenga sotto la minaccia di multe come fa l’Ue nei confronti della Grecia. C’è un’enorme valore nella diversità tra le culture degli Stati che va preservata.

 

Che cosa occorre fare quindi per andare verso gli Stati Uniti d’Europa?

 

Cominciamo a dare il 10% del nostro Pil ai nostri fratelli greci. Se riteniamo che non siano i nostri fratelli greci, è una scelta legittima comportarsi di conseguenza. I tedeschi del resto dovrebbero saperlo bene, perché la Germania Ovest ha pagato ben oltre il 10% del suo Pil per l’unificazione con l’Est. Se vogliamo veramente realizzare anche in Europa un’unione come gli Stati Uniti, dobbiamo essere pronti a dire che la Grecia non sarà mai come la Germania. Qualsiasi progetto che preveda un cambiamento nel Dna delle nazioni europee, significa distruggere l’idea di Jean Monnet di basare l’Europa su due principi fondamentali: libertà e diversità.

 

(Pietro Vernizzi)

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