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FINANZA/ 1. Grecia, c’è un piano per restare nell’euro

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Non sarà la volontà dell’elettorato a far uscire la Grecia dall’euro. Sarà una politica intelligente delle istituzioni europee a farla restare. Ma come potrebbe essere intelligente la politica europea? Adattando il rispetto agli eurostandard ai tempi e modi possibili per una nazione nei guai e varando un programma speciale di aiuto dedicato alla nazione stessa.

Il problema del modello europeo è che non ammette tale flessibilità. Complicato dal fatto che la Germania spinge le nazioni più in difficoltà a programmi di austerità che impediscono la crescita rendendo loro impossibile il riordinamento. Tale politica controproducente è motivata dal criterio di non lasciare spazio ai governi delle nazioni disordinate, perché si ritiene venga usato per evitare decisioni difficili di riforma. D’altra parte, le condizioni di aiuto non devono imporre un politica di impoverimento.

Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra pressione esterna e fattibilità di un progetto nazionale di riforma. Finora tale giusto equilibrio non è stato trovato. Ma il salvataggio delle banche spagnole da parte del fondo europeo salva-stati con criteri condizionali leggeri e adatti al solo caso specifico fa intendere che, pur lentamente, la governance europea sta muovendosi verso un modello di interventi flessibili, differenziati per nazione. Quindi sarebbe il momento di formalizzarlo.

Le nazioni con problemi producono un progetto nazionale di stabilizzazione concordato con le istituzioni europee e queste varano azioni specifiche per sostenerlo. Nel caso greco: (a) garanzia da parte del fondo salva-stati, con retro-garanzia da parte della Bce, del debito greco (attorno ai 350 miliardi) e sua ristrutturazione in modo tale che il rimborso venga allungato e la spesa annua per interessi ridotta; (b) un progetto di almeno 10 anni per ridurre l’apparato pubblico e avviare la creazione di imprese allo scopo di aumentare, via incentivi, la base industriale della nazione; (c) un progetto di 15 anni di modernizzazione infrastrutturale del Paese sostenuto dalla Banca europea degli investimenti; (d) l’impegno a raggiungere il pareggio di bilancio pubblico entro il 2020, via riduzioni della spesa pubblica man mano che il settore privato riuscirà ad assorbire nuovi occupati.



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COMMENTI
18/06/2012 - sarei più drastico (Paolo Rosso)

mi pare intelligente il piano del prof.Pelanda ma io sarei più drastico sul deficit di bilancio. Da una parte ritirerei l'intero debito dal mercato (cosicché l'unico creditore nei confronti della Grecia sia l'UE) e azzererei per un certo numero di anni gli interessi da pagare, come ulteriore forma di aiuto e di solidarietà. Dall'altra chiederei l'azzeramento immediato del deficit di bilancio: non si può pensare di continuare a spendere soldi di altri perchè "a me fa comodo".

 
18/06/2012 - vittoria di Pirro (francesco scifo)

I risultati delle elezioni greche evidenziano un fatto che nessuno pare vedere: questa è una vittoria di Pirro delle forze pro euro. La impressionante performance di Siriza, con oltre il 26% dovrebbe fare accendere un campanello d'allarme a questi odierni vincitori: dopo la cura della Troika un terzo dell'elettorato vota per un partito estremo. Ciò significa che, dopo le ulteriori cure che questa coalizione dovrà somministrare al paese per adempiere alle prescrizioni suicide dell'UE-Fondo Monetario, avremo una rivoluzione; non mi pare una bella prospettiva. Nessuno pare capire che la moneta, qualunque moneta sia, serve per favorire il benessere delle persone e non il contrario: perciò, nessuna persona deve essere sacrificata all'idolo monetario, se questi tecnici non lo capiscono, presto o tardi, saranno travolti da ciò che hanno creato senza appello.

 
18/06/2012 - le regole del debito sostenibile (antonio petrina)

Se è giusto "pretendere" la restituzione dei debiti e non punire, come fu per la germania nel 53 (accordo di londra) dopo la seconda guerra mondiale, allora per la grecia il 28 giugno,dopo il responso favorevole popolare,il passo è quello auspicato dal prof Pelanda.