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GENERALI/ Perissinotto "cacciato", ma è solo il primo round

Giovanni Perissinotto, foto Infophoto Giovanni Perissinotto, foto Infophoto

I “genietti” della nuova finanza rampante, quelli che hanno sostituito Maranghi, complice certamente anche la crisi del 2007-2008, si trovano ora con una Mediobanca che ha dovuto chiedere alla Bce più di sette miliardi di euro al tasso dell'uno percento. E se Generali è caduta di valore, Mediobanca, che oggi vale 2 euro e mezzo circa per azione, ha fatto una performance ancora più negativa. Forse c'era da mettere in discussione la controllata Generali, ma probabilmente bisognerebbe mettere in discussione anche lo storico azionista di riferimento, che è sempre stato al centro di ogni manovra cruciale e strategica negli assetti della finanza italiana. Diego Della Valle, ad esempio, nell'annunciare il suo abbandono dal board del Leone triestino, ha detto che sulla richiesta delle dimissioni di Perissinotto “non era d'accordo né sulla forma né sulla sostanza”. 

E sempre Della Valle, qualche mese fa, aveva bollato di “inadeguatezza”  l'attuale board di Mediobanca. E' per questa ragione che, una volta consumato questo strappo, abbastanza lacerante, si può pensare che la partita non sia ancora del tutto chiusa e abbia invece strascichi diversi e complicati. Al momento, al posto di Perissinotto, è arrivato il solito ottimo manager, Mario Greco. Vedremo come si sistemeranno le cose. Ufficialmente la partita, l'hanno vinta i grandi soci scontenti e soprattutto Alberto Nagel. Ma chi può dire, in un periodo come questo, con la nuova immagine che Mediobanca si sta creando che questa non sia solo una “vittoria di Pirro”?

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