BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Savona: così l'euro rischia di "uccidere" l'Italia

Pubblicazione:

Foto Fotolia  Foto Fotolia

È certamente un grande ostacolo, ma non dimentichiamo che la Francia ha respinto la proposta di Costituzione europea e altri paesi non intendono né entrare, come il Regno Unito, né caricarsi degli oneri che comporta restare uniti. È passato il momento e riprendere le fila delle iniziative è molto difficile. Le culture europee sono troppo forti e radicate per ripetere l’esperienza positiva degli Stati Uniti, dove la cultura si è formata con l’unificazione politica. Avremmo dovuto iniziare con la scuola europea. In 20 anni saremmo stati veramente uniti.

 

Recentemente si è parlato di creare un fondo europeo di garanzia per i depositi bancari. Secondo lei, si tratta di uno strumento utile e, soprattutto, la cui creazione non incontrerà ostacoli di sorta?

 

Dipende da come viene organizzato. La precedente proposta era imperfetta e, per certi versi, pericolosa. La garanzia dei depositi italiana è stata la migliore tra i paesi europei, ma si vuole imporre il meccanismo che ha fallito un po’ dappertutto. Se muoviamo verso l’unione politica qualsiasi devoluzione di sovranità è giustificata, altrimenti si approfondiscono le diversità.

 

C’è che dice che all’euro restino meno di tre mesi di vita. Lei cosa ne pensa: quanto tempo resta prima della sua dissoluzione?

 

Ripeto ancora una volta ciò che ho detto quando le cose cominciavano ad andare male. L’euro sopravviverà perché la Bce non consentirà che deflagri, dato che ne andrebbe di mezzo e ha tutti gli strumenti per intervenire. Ma i costi che pagheranno i paesi deboli, dalla Grecia all’Italia, saranno tali che è lecito domandarsi se forze esterne alla democrazia possano decidere le nostre sorti. È giunto il momento, come accaduto in Grecia, che il popolo eserciti il suo diritto di scelta, anche di scelta sbagliata, e se ne prenda le responsabilità.

 

Vista la situazione dell’euro, dei paesi che pian piano stanno “crollando”, si può dire che ci fosse già qualcosa che non andava al momento della sua nascita? È possibile rimediare?

 

Che l’euro fosse un’area monetaria non ottimale e fosse destinata a mal funzionare era cosa ben nota a chi aveva la testa sopra le spalle e il cervello ben innestato. È stato un errore fare appello alle emozioni e nascondere gli effetti di una scelta giusta, ma mal fatta. Fino a poco tempo fa la Bce pubblicava lavori che “dimostravano” che le economie dell’euroarea convergevano. Il risveglio è stato brusco, ma ancora non si reagisce.

 

In Italia sembra che non si voglia ancora prendere in considerazione l’ipotesi di un piano per gestire un’eventuale uscita dall’euro. Come mai, a suo avviso, esiste questo tabù?

 

A parte la conoscenza che un “piano B” esisteva presso il Mef (o altrove, non saprei) - una decisione che torna a merito di Tremonti -, ho già espresso il mio parere che mi stupirei e mi preoccuperei non poco se la Banca d'Italia non lo avesse. Il problema è che non se ne vuole discutere apertamente, come se gli italiani fossero incapaci di capire e di scegliere, come in ben altre difficili circostanze hanno fatto i greci.

 

(Lorenzo Torrisi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
20/06/2012 - SOLIDARIETA' (francesco scifo)

Purtroppo il prof. Savona è isolato tra i tecnici, gli altri credono di poter risolvere la crisi con i vertici e le promesse da marinaio: il fondo interbancario di cui si parla o qualunque garanzia dei conti correnti sono delle cortine di fumo gettate negli occhi dei cittadini, che servono solo quando l'esigenza di rimborso non si presenta; in caso di fallimento della banca, o addirittura dello Stato di riferimento, queste presunte garanzie legislative sono carta straccia perchè non potrebbero mai bastare a coprire tutte le richieste che si presenterebbero. Avendo letto le tesi del prof. Savona bene espresse nel suo ultimo libro e conoscendo la forza dei grandi interessi contro i quali si espone con le sue proposte gli esprimo tutta la mia solidarietà.