BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEOFINANZA/ Spagna, 400 miliardi fanno tremare Italia e Germania

Pubblicazione:giovedì 21 giugno 2012

Infophoto Infophoto

I prestiti tossici delle banche iberiche, ovvero quelli pressoché inesigibili, sono arrivati all’8,72% del totale, il livello peggiore dal 1994, ma anche decisamente sottostimato, visto che molti di questi sono riportati al valore facciale, essendo tramutati in securities e scaricati presso la Bce. E nella City fanno notare che anche prendendo per buono questo dato, siamo a quota 6,1 miliardi di dollari, 73,2 miliardi di dollari su base annualizzata. Al netto del piano di salvataggio da 100 miliardi posto in essere dall’Ue, ci sono poi 400 miliardi di prestiti al solo settore immobiliare, in ulteriore calo di almeno un altro 15%, di cui 120 già definiti tossici dagli analisti.

Numeri che fanno paura, all’interno di un sistema generale che appare potenzialmente insalvabile: il sistema bancario spagnolo è valutabile in circa 3 triliardi di euro, tre volte il Pil del Paese e nel solo mese di aprile gli istituti iberici hanno preso in prestito lordo dalla Bce 316 miliardi di euro. Nonostante questo, le banche spagnole devono dar vita al roll over sul 20% delle loro obbligazioni entro quest’anno, circa 600 miliardi di euro. Cifre che ci dicono come il denaro messo a disposizione dalle autorità europee rappresenti una toppa molto più piccola del buco. Anche perché tra la necessità di roll over delle banche europee e la reale possibilità di dar vita a questa operazione, si pone il fatto che il mercato obbligazionario globale abbia appena appreso dalla voce ufficiale della Commissione europea che ci sarà subordinazione per tutti i creditori rispetto all’Esm. Di più, a Londra non si sottovaluta poi il fatto che il salvataggio del sistema bancario possa innescare una crisi sovrana simultanea a quella bancaria, stante la ratio debito/Pil che salirà al 146% e l’ormai quasi acclarata incapacità della Spagna di finanziarsi sul mercato a tassi sostenibili.

Martedì Madrid ha collocato sul mercato titoli a 12 e 18 mesi per 3,04 miliardi di euro, pagando per il Bill annuale un rendimento del 5,107% contro il 3,302% corrisposto all’asta del mese scorso, il peggior risultato dal 2003. Alta la bid-to-cover, ma dovuta solo al fatto che le banche spagnole stanno utilizzando gli ultimi miliardi incamerati con le due aste Ltro della Bce per il carry-trade e per sostenere, artificialmente, il debito del Paese. E da oggi al 24 luglio Madrid dovrà tornare sul mercato ben altre cinque volte.

Anche l’arretramento dello spread sul decennale registrato negli ultimi due giorni, fanno notare nella City, rischia poi di mandare un segnale fuorviante: se infatti si è registrata una contrazione di circa 20 punti base sul Bund nel mercato secondario, questa è stata contemporanea a un ampliamento di 12 punti base del cds decennale iberico (raddoppiato nel solo anno in corso), sintomo che le scommesse marginali sui bonds spagnoli sono ancora una volta rientrate nella logica dell’arbitraggio della trading community. Ecco spiegata la fretta di Mario Monti, il quale ha avuto rassicurazioni da Mario Draghi rispetto alla riattivazione del programma Smp di acquisti sul mercato secondario da parte della Bce soltanto se il rendimento del Bonos a 10 anni avesse raggiunto il 7,50%, una soglia giudicata dal nostro premier troppo rischiosa a livello di contagio sulle nostre emissioni: occorre alzare, subito, un firewall di emergenza.

E il perché è presto detto: esattamente come per Madrid, il nostro calendario di emissioni pre-estive è da incubo. Il 26 giugno asta a lungo termine, il 27 a breve, il 28 ancora Btp, il 12 luglio a breve, il 13 e il 26 a lungo termine e il 27 ancora a breve. Il rischio è quello, serio, di un bagno di sangue per collocare lo stock preventivato dal Tesoro, inviando un pessimo segnale ai mercati durante il mese di agosto, quello in cui la politica solitamente si addormenta sotto l’ombrellone e ha tempi di reazione ancora più lenti: mentre i mercati, si sa, non dormono mai e non vanno mai in vacanza.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >