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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Monti e Berlusconi, un "patto" contro la Merkel

Mario Monti e Silvio Berlusconi (Infophoto)Mario Monti e Silvio Berlusconi (Infophoto)

Ma la stessa Unione europea, dallo scoppio della crisi greca in poi, non ha offerto una sola, autentica e concreta prova di buona volontà a sostegno della funzione dell’euro. Si è così determinata una situazione paradossale: i benefici della moneta comune, in assenza di barriere, tendono a polarizzarsi verso i paesi più forti, Germania e area scandinava. Ma così i sacrifici della periferia d’Europa vengono vanificati: i maggiori tassi di interesse pagati da Spagna e Italia hanno in sostanza già bruciato i frutti dei sacrifici sul fronte del fabbisogno.

3) Da questo circolo vizioso si può uscire solo con un gesto che ridia fiducia ai mercati: i tassi si normalizzeranno solo quando gli operatori si convinceranno che i paesi forti sono decisi a mettere in campo le proprie ricchezze per difendere un bene comune. D’altro canto, non è pensabile che la Germania, il Paese che più ha creduto e più crede nei benefici di un’Europa effettivamente unita, metta in discussione le sue risorse senza che i partner offrano sufficienti garanzie di adeguarsi a criteri di gestione alla tedesca. Nessuno si illuda che i tedeschi, di destra o di sinistra, accettino di accollarsi fenomeni di mala gestio dell’Europa mediterranea, Italia (e Padania) inclusa.

4) Il confronto è politico. La Germania è pronta all’unità europea purché gli altri Stati funzionino alla tedesca o, comunque, abbiano i conti così a posto che il contribuente tedesco non debba spendere nemmeno un euro. La Francia, al contrario, non ha alcuna intenzione di sottoporre la sua sovranità a una Comunità tinta sempre più di Germania. L’euro, si fa notare a Parigi, è nato su impulso di François Mitterrand per contenere la forza della Germania al momento dell’unificazione. Guai se diventasse la chiave per istituzionalizzare nuovi equilibri in Europa.

E l’Italia? Mario Monti, così apprezzato a Washington (e non solo), sa che la battaglia campale per la tenuta dell’euro passa da Roma e Madrid. Per questo, assieme a Mario Draghi, sta lavorando da mesi a soluzioni tecniche e politiche che consentano di superare l’empasse. Ora, consapevole che la pazienza dei mercati sta per finire, ha giocato il jolly. Come dichiara con tono allarmato il Financial Times Deutschland, “Monti pretende che la Bce su mandato dell’Efsf e dell’Esm compri titoli di Stato dell’Italia e di altri Paesi finiti sotto pressione”. Finora il piano era stato presentato invece come la possibiltà, già prevista dai regolamenti dei fondi, di un acquisto dei bond direttamente da parte dell’Efsf o dell’Esm. Ora l’Italia chiede che la garanzia arrivi dal piano superiore, ovvero dalla banca centrale. “Con il piano di Monti - commenta il quotidiano - l’Italia approfitterebbe dei bassi tassi di interesse come conseguenza dell’intervento della Bce, senza doversi assoggettare a condizioni”.

5) Perché Monti, così prudente, non esiterà a giocare la carta più drammatica? La risposta sta nelle condizioni dell’economia e della finanza. E anche, grande novità, nelle emergenze della politica. In assenza di accordi concreti, il governo Monti perderà il sostegno del Pdl e l’Italia andrà alle urne a ottobre, con effetti ben più devastanti per l’Ue (Germania compresa) di quanto si è rischiato ad Atene. In questa cornice, gli affondi di Silvio Berlusconi contro l’euro fanno il gioco del premier: cara Merkel, dirà Monti alla collega tedesca in visita a Roma, vuoi di nuovo avere a che fare con Berlusconi?


COMMENTI
22/06/2012 - ERRARE UMANO EST, PERSEVERARE ..... (ANTONIO DE BONIS)

Penso che queste uscite dell'ex premier siano dettate più da un recupero dissennato di consensi elettorali che di da una vera logica politica. Non so chi siano i consiglieri di un simile proclama, ma, anche un bambino sa che se si vuole emergere dal gruppo, deve fare squadra, per dire squadra significa unirsi ed operare tutti insieme, così nel caso dei ragazzi l'unione fa la "gang" nel caso dei popoli europei che, con non poca fatica, cercano di unirsi per formare una sola ed unica nazione, l'EUROPA, Imparate dai giovani imparate e meditate.