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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Italia ancora sotto attacco: ecco i 4 colpevoli

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In terzo luogo, con buona pace del coretto a cappella che intona le virtù delle Piccole e medie imprese italiane (Pmi) - molte delle quali hanno trasferito i loro impianti all’estero - il gap tra l’innovazione del settore produttivo italiano e quella del resto del mondo è in rapida crescita. L’Occasional Paper n.121/2012 della Banca d’Italia non solo analizza il problema, ma indica alcune soluzioni. Auguriamoci che tra viaggi, conferenze stampa, dichiarazioni estemporanee, crisi di astinenza da video, tra Palazzo Chigi e dicasteri economici, qualcuno lo legga e ne tragga le conclusioni.

In quarto luogo, economisti di scuola marxista (Janossy) e liberale (Kindleberger), pur non conoscendosi e non avendo accesso ai lavori l’uno dell’altro, hanno da decenni convenuto che le risorse umane sono state la molla del “miracolo economico”, dell’industrializzazione, del progresso tecnico in Italia. Non bisogna andare lontano: l’Occasional Paper N. 122 del 2012 sempre della Banca d’Italia delinea un programma di come migliorare il nostro sistema d’istruzione.

Professori, si tacciano, vadano meno in televisione, dichiarino poco, ma studino e facciano.

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