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BORSE/ Piazza Affari viaggia verso il - 4%, lo spread vola vicino a 440 punti

Pubblicazione:lunedì 25 giugno 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 25 giugno 2012, 17.23

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Lunedì disastroso per le Borse europee. In particolare Piazza Affari cade giù fino a toccare quasi il meno 4% con lo spread che sale all'impazzata suoerando i 440 punti. E Wall Street apre in rosso. Il pessimismo generale che attacca le Borse europee prende il via dalla sfiducia generalizzata sulla situazione economica e i continui contrasti all'interno dell'Unione europea, ma anche per la Spagna che continua a chiedere aiuti. Aiuti non precisati in termini monetari, ma tali da spaventare tutti. Per gli esperti, i mercati non hanno alcuna fiducia, o almeno pochissima, in vista dle vertic eeuropeo del 28 giugno. Vediamo il quadro di questo lunedì nero: Milano in perdita del 3,24% a 13.219 punti, Francoforte perde l'1,83% a 6.148, Parigi perde  il 2% a 3.026, mentre a New York il Dow Jones cede l'1,18% e il Nasdaq l'1,19%. Male anche Madrid, in perdita del 2%. Un quadro generale difficile, che continua il trend delle ultime giornate di affari in vista del vertice europeo di fine mese che evidentemente spaventa più che rassicurare. Tornando a Piazza Affari, sono i titoli bancari quelli a guidare la caduta generale: Unicredit, dopo essere stata riammessa agli scambi dopo una sospensione per eccesso di ribasso, ha perso il 5,73%, il Monte dei Paschi il 5,36%. Malissimo Atene, peggio di tutti: l'indice ha perso il 6% e anche qui sono le banche a guidare la caduta in basso. La richiesta del nuovo governo greco di rinviare di due anni gli obbiettivi dell'accordo sugli aiuti sembra destinata a essere bocciata. Come dicevamo, in questo quadro lo spread ovviamente sale in alto, arrivando a fermarsi a 447 punti; il rendimento è del 5,95%, mentre il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli ha sfondato quota 500, a 509 punti, per un tasso del 6,56%. Il consiglio europeo del prossimo 28 giugno: Angela Merkel ne ha parlar mettendo le mani avanti. La sua paura è che si parlerà troppo dei modi per condividere il debito e poco di come migliorare controlli e misure strutturali. Eurobond? La Germania ne ha sempre una visione altamente negativa.


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