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BORSE/ Piazza Affari chiude al -4%. Spread in salita. Merkel e Spagna affondano i mercati

Le Borse del Vecchio Continente vivono un’altra giornata di passione: crollano tutte le principali piazze finanziarie, con Milano tra le peggiori. Il commento di JAMES CHARLES LIVERMORE

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CHIUSURA PIAZZA AFFARI 25 GIUGNO 2012 AL -4,03%. SPREAD BTP-BUND IN SALITA A 455 PUNTI Di fronte alla Merkel che mette in guardia contro il rischio di parlare troppo di temi come gli Eurobond durante il vertice europeo del 28 e 29 giugno  e con la Spagna che presenta richiesta formale di aiuti per salvare gli istituti di credito iberici, le Borse del Vecchio Continente vivono un’altra giornata di passione. Crollano tutte le principali piazze finanziarie, con Milano tra le peggiori, con il Ftse Mib che chiude al -4,03% a 13.111 punti. A Piazza Affari è in particolare il settore bancario a soffrire: Unicredit crolla fino al -8,4%, Intesa Sanpaolo fa registrare un -6,5%, Mediobanca un -6,4%, Monte dei Paschi si attesta a -7% e Banco Popolare al -6,9%. Vola invece lo spread tra Btp e Bund, che nella giornata di oggi è salito fino a 455 punti base (33 in più di venerdì), mentre il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli ha raggiunto addirittura quota 500 punti. «La difficile giornata di oggi - commenta l’operatore finanziario James Charles Livermore, contattato da IlSussidiario.net - è dovuta principalmente alle resistenze di Berlino nei confronti degli Eurobond. C’è ancora una forte incertezza su quella che potrà essere una soluzione strutturale per la sopravvivenza dell'euro». Quando si parla di paesi in crisi, continua a spiegare Livermore, «è fuorviante far riferimento a un’unica crisi. Se non si riescono neanche a trovare termini e acronimi che vadano bene a tutti è chiaro che le cause della crisi sono molto diverse, mentre come fronte comune c’è solamente la difficoltà del debito pubblico e che questo sia denominato in euro». Secondo Livermore, poi, l’intervento richiesto oggi dal governo spagnolo per soccorrere le proprie banche «era già stato precisato in due diversi momenti: innanzitutto quando c'è stato il giro di vite delle agenzie di rating sul sistema bancario spagnolo, e poi quando sono state pubblicate le sofferenze di Bankia sul Financial Times. Era quindi chiaro che Madrid avrebbe chiesto al momento opportuno degli aiuti per il proprio sistema bancario».