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SPENDING REVIEW/ Sanità, il pacchetto Bondi: risparmi per oltre 4 miliardi,

Pubblicazione:martedì 26 giugno 2012

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Il cosiddetto pacchetto Bondi, il piano del commissario alla spending review, che diventerà se tutto fila liscio il decreto sulla sanità previsto per il 2 luglio al Consiglio dei ministri. Si tratta di una revisione di quanto riguarda Croce rossa, istituto superiore di sanità, agenzia per i servizi sanitari regionali, revisione della filiera del farmaco, responsabilità professionale dei medici e altro ancora. Insomma, una lotta agli sprechi che dovrebbe fruttare 4 miliardi di euro alle casse dello Stato. In arrivo dunque il decreto sanità 2012, uno degli ambiti ancora non toccati dai vari piani del governo Monti nell'ambito della lotta agli sprechi, un piano messo a punto dal ministro della sanità Balduzzi. In esso anche nuove regole sulla responsabilità professionale dei medici, nel tentativo di contrastare le denunce nei loro confronti e il fenomeno della cosiddetta medicina difensiva che costa parecchio allo Stato. Enrico Bondi ha dedicato particolare attenzione alle procedure Asl per l'acquisto di beni e servizi, una spesa annuale calcolata in 34 miliardi di euro. Il governo assicura che non si tratta di tagli, ma di un sistema per ridurre gli sprechi rendendo così più efficiente la spesa pubblica. Il risultato dovrebbe portare appunto un risparmio di circa 6, 7 miliardi di euro all'anno e addirittura 12, 14 miliardi quando tutto funzionerà a pieno regime. In tal modo, si dice, si potrà risparmiare sull'Iva e finanziare progetti come le missioni di pace nonché gli interventi per la ricostruzione delle città danneggiate dal terremoto in Emilia. Si parla poi di interventi sul cosiddetto "regime intramoenia" die medici, l'aumento cioè della spesa farmaceutica ospedaliera dal 2,4 al 3,6% della spesa complessiva per i farmaci. Allo stesso tempo è prevista la riduzione del tetto alla spesa territoriale dal 13,3 al 12,1%. Il consiglio dei ministri affronterà quindi anche tagli ai singoli ministeri, tra cui i tagli ai buoni pasto e la riduzione delle pensioni d'oro nel settore pubblico. 


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