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VERTICE UE/ Monti si gioca il "lascia o raddoppia"

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

In un quadro positivo, Monti riuscirà a portare a casa qualcosa, forse di breve durata, come Mussolini a Monaco: basterebbe, ad esempio, il varo dei project bond (o meglio la loro ripresa, poiché esistevano già negli anni Ottanta quando la Commissione europea era guidata da François Ortoli; li aveva inventati il compianto Tommaso Padoa Schioppa), oppure una road map per garanzie bancarie comuni. Se questi risultati durano alcuni mesi (nei quali si vede qualche barlume di progresso), Monti avrà, con l’aiuto dei suoi “persuasori occulti”, la strada spianata verso l’agognato Quirinale e, dopo le elezioni, in Italia si andrà a maggioranze a geometria variabile orchestrate dal Colle. Pure sotto il profilo finanziario ci potrebbe essere una pausa nella “guerra degli spread” (sempre che da Grecia e Spagna non venga qualche nuova “mattata”).

Se non riuscirà a portare neanche questo, il rischio di rottura è alto e grave: oltre al femore del mediatore, è in gioco la prosecuzione dell’unione monetaria nella veste attuale (ci sono varie alternative possibili) e in Italia la sopravvivenza stessa dell’attuale esecutivo.

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