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Monti-Merkel 4-3

Pubblicazione:giovedì 28 giugno 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 28 giugno 2012, 21.44

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Dando un’occhiata ai dati del programma Target2 - con il quale, di fatto, Bundesbank e Bce trasferiscono soldi alle banche centrali di Club Med e Irlanda per tamponare le fughe di capitali - si capiscono parecchie cose: la Bundesbank è sotto di 616 miliardi di euro rispetto ai crediti che vanta verso il resto del sistema Bce, un salto di 68 miliardi solo nell’ultimo mese. Finché l’eurozona reggerà, non c’è particolare problema: solo un dettaglio contabile, visto che ogni perdita verrà ripartita tra le banche centrali, quindi anche un eventuale addio greco potrebbe essere gestito e gestibile. Ma se il sistema salta e la Germania se ne va, le perdite saranno enormi per i contribuenti tedeschi: quindi, più l’eurozona va avanti, più gli sbilanci verso Target2 crescono, più sarà costoso e difficile per Berlino chiamarsi fuori dal casinò europeo quando l’incendio sarà divampato del tutto.

Ecco qual è il ragionamento della Bundesbank che sta animando parole e scelta di Angela Merkel, oggi più che mai nulla più che un ventriloquo di Weidmann. Il Target2, di fatto, è l’anello al naso della mucca da contante tedesca. La Bundesbank preme per una rottura rapida dell’eurozona o per una sua ridiscussione traumatica, attraverso un altro default o ristrutturazione, per rimettere le mani prima che sia tardi sui soldi del Target2 e rompere il circolo vizioso dello schema Ponzi europeo innescato dalle politiche monetarie della Bce, che da un lato ha sì legato inestricabilmente il sistema bancario al rischio sovrano, ma dall’altro ha, oggettivamente, evitato il tracollo degli istituti di credito iberici, evento che avrebbe portato con sé conseguenze devastanti, visto che i paesi dell’Ue sono esposti verso l’economia spagnola per 913 miliardi di euro.

Certamente è un gioco pericoloso, al massacro, visto che in molti banchieri centrali non tedeschi puntano allo stesso risultato, ma per ragioni opposte: portare il decennale spagnolo al 7% di rendimento, arrivare alla soglia del non ritorno, per obbligare la Bce a una terza asta di Ltro o alla riattivazione del programma di acquisto di bonds sul mercato secondario, ciò che di fatto vorrebbe Mario Monti ma attraverso il fondo salva-Stati Efsf. L’Italia e con lei la Francia sanno che, nella situazione attuale, o si prende la direzione della vera Unione tra Stati, con budget condivisi, debito condiviso, tassazione condivisa e unione fiscale (leggi, addio sovranità) e una Bce in stile Fed oppure il sistema scoppia e allora, se questa è l’intenzione tedesca, il piano sarà quello di farlo deflagrare in fretta, in nome del Target2 e dei soldi dei contribuenti tedeschi.

E guardate che la partita, esattamente come quella che si giocherà questa sera, è di quelle epocali: non appare infatti una coincidenza fortuita che alla vigilia del vertice europeo che si apre oggi, Mario Draghi abbia fatto filtrare l’indiscrezione in base alla quale starebbe per partire l’operazione Nirpo, ovvero “Negative interest rate policy”: tu banca depositi i tuoi soldi presso l’Eurotower invece di farli circolare e stimolare la crescita? Bene, dovrai pagare per questo privilegio, poiché Francoforte applicherà tassi di interessi negativi esattamente come la Svizzera di fine anni Settanta. E Draghi sa che il momento è di quelli “make or break”, o la va o la spacca. Ricordate l’estate del 2011, piena crisi, banche americane che non volevano prestare un solo dollaro a quelle europee? Bene, a settembre dello scorso anno la Fed entra in gioco e attiva i currency swaps, di fatto tramutandosi in prestatore di ultima istanza globale e garantisce ancora ossigeno e vita, in attesa delle due aste Ltro della Bce.


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COMMENTI
28/06/2012 - Qualche domanda (Paolo Marsigli)

Buongiorno, leggo sempre con interesse i suoi articoli, articoli che si distinguono dalla "massa" per dati e punti di vista interessanti. Avendo letto il suo ultimo scritto sarei curioso di rivolgerle quale domanda o spunto di analisi. In primo luogo sarei curioso di capire se il rapporto debito/PIL riferito ai paesi dell'Euroarea sia "veritiero". Non voglio girare intorno alla cosa, lei in passato ci ha fornito una interessante analisi sul debito francese, sappiamo che la Grecia ha usato derivati per muovere voci in bilancio, sappiamo che l'Italia negli anni '90 fece lo stesso. Però non sappiamo nulla del debito tedesco, o meglio in Italia il solo Mucchetti ha riferito della mancata contabilizzazione del debito KfW, si è parlato tanto della ormai mitologica garanzia "implicita" alle Landesbanken (io che sono un'anima semplice sono rimasto fermo al concetto che una garanzia o c'è o non c'è...), si parla di altre voci non proprio veritiere, insomma lei che è uno che si confronta con la realtà che cosa ci può dire al riguardo? Sul Target2, poi, a parte il fatto che la vedo in maniera un po’ diversa da lei, mi chiedo, qual'è il collateral che il sistema Italia ha dato in garanzia per le compensazioni su cui si basa il sistema? Nessuno ne parla mai, io so solo che Target2 prevede garanzie per le compensazioni, mi chiedo quali siano, o meglio parliamo di bond o "privilegi" ad es. sulle riserve auree? Perché la differenza è potenzialmente enorme. Grazie mille e continui così!

 
28/06/2012 - giusto, sottoscrivo (Fabrizio Terruzzi)

giusto, sottoscrivo, forza Italia. Mi pare che Monti si presenti con idee chiare e valide. Questa volta io le condivido. Speriamo anche che non gli manchino il coraggio e l'abilità necessarie.